Cronaca Brera / Via Brera

Macao, il sovrintendente sporge denuncia: occupazione abusiva

Anche da Artioli arriva l'invito a liberare Palazzo Citterio per far partire i lavori. Boeri ribadisce le sue critiche. E il clima attorno a Macao sta cambiando

Assemblea a Palazzo Citterio (foto Macao)

Alberto Artioli, il sovrintendente ai beni architettonici, ha denunciato Macao per occupazione abusiva di Palazzo Citterio. La notizia, che arriva dalle pagine di Repubblica di lunedì, era abbastanza scontata. Come ha infatti ricordato Stefano Boeri, Palazzo Citterio è al centro del progetto Grande Brera, con una road map già stabilita e soldi messi da parte. Boeri è stato molto duro su Facebook contro Macao nella giornata di domenica, contestando loro che il palazzo è destinato a ospitare beni "veramente pubblici" come le opere d'arte attualmente nei sotterranei della Pinacoteca: "Questa occupazione - ha scritto l'assessore - mi sembra figlia di un vecchio modo di fare politica, che farà bloccare un progetto che riguarda tutti forse perché si ha timore di non essere coinvolti".

Artioli è molto chiaro su Palazzo Citterio: "Devono essere rifatti i pavimenti e le strutture, le decorazioni sono da resturare. E' indispensabile che i ragazzi vadano via per far partire i lavori". E con tutta probabilità il ministro Ornaghi - atteso a Milano nella mattinata di lunedì - discuterà dell'argomento insieme con Boeri, lo stesso Artioli e forse anche qualche autorità come il questore o il prefetto.

I ragazzi di Macao cercano di difendersi. Promettono che a Palazzo Citterio chiuderanno le attività alle 22 "perché dobbiamo avere buoni rapporti con i vicini" e dicono di "rispettare il palazzo in cui si trovano". Parlano di Palazzo Citterio come di un "palazzo inutilizzato da anni nonostante il suo valore" e sottolineano di avere molte perplessità sugli sprechi insiti nel progetto della Grande Brera. E hanno indetto, per le otto di lunedì sera, un'assemblea proprio per discutere dei nodi critici del progetto.

Ma sembra oggettivamente mutato il clima che si era venuto a creare intorno a Macao. Che, a parte la questione dell'occupazione di uno stabile (il Galfa), attraeva simpatie per l'idea di creatività e arte dal basso, e per la serrata critica di fondo verso una città che non offre spazi e possibilità per questo. Ora, con l'occupazione di Palazzo Citterio, ma soprattutto per la mancata partecipazione all'assemblea di venerdì scorso organizzata da Boeri all'ex Ansaldo, tanti storcono il naso e pensano che Macao abbia "perso punti".

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