Cronaca

Aria condizionata rotta e ritardo di cinque ore: boom di malori sul treno, capotreno ricoverato

Una notte da incubo sull'Intercity Milano-Lecce. Le scuse di Trenitalia: "Rimborso per tutti"

Foto repertorio

Una vera e propria Odissea notturna, tra soste forzate, caldo e un ritardo mostruoso. 

È stato un viaggio da incubo quello dei passeggeri dell’Intercity notte 765 partito giovedì sera da Milano e arrivato venerdì mattina a Lecce con quattro ore di ritardo sulla tabella di marcia. 

Intercity Milano-Lecce: ritardi e malori

I primi problemi - riferisce la Uil, che ha ricostruito la disavventura sentendo il personale di Trenitalia a bordo - si verificano subito dopo la partenza e si materializzano in tutta la loro gravità a Bologna, dove il convoglio arriva verso le 22. Nella stazione emiliana, dove una passeggero viene soccorsa da un’ambulanza dopo aver accusato un malore, il treno resta fermo per oltre tre ore per cercare di riparare l’impianto dell’aria condizionata, che in alcune carrozze è solo un miraggio. 

A notte ormai già fonda, il treno riparte ma a Castel San Pietro si ferma nuovamente per - sottolinea la Uil - lo “stesso guasto”. Risultato: altre due ore e venti di ritardo. 

All’arrivo a Forlì un’altra sorpresa: il capotreno - un cinquantasettenne - si sente male e viene portato - spiega il sindacato - “in ospedale a Imola”. A Forlì, però, sono in tantissimi - sembra un centinaio almeno - i passeggeri che decidono di abbandonare il treno perché - accusa la Uil - “ormai aveva un ritardo enorme e perché il guasto di fatto non era stato riparato del tutto e si stava male dal caldo”. 

Altre soste vengono poi effettuate a Rimini e Foggia, sempre per prestare assistenza ai viaggiatori. In mattinata, poi, con quattro ore di ritardo, il treno arriva a Lecce. 

Intercity Milano-Lecce: via ai rimborsi

“I passeggeri - spiega Trenitalia in una nota - potranno ottenere il rimborso totale del biglietto per le cinque ore di ritardo e i disagi subiti”. A Bologna, chiarisce la stessa azienda, “poiché il condizionamento era guasto in alcune delle nove carrozze del convoglio, alcuni viaggiatori sono stati spostati in altre carrozze o su un altro treno che viaggiava a poca distanza. Una famiglia - prosegue Trenitalia - ha preferito passare la notte in hotel, come proposto dalle Fs e a spese dell'azienda di trasporto, ed è ripartita venerdì alle 9.42”.

Il secondo stop a Castel San Pietro, fanno sapere da Fs, “non è stato dovuto al caldo per il condizionamento rotto ma a un problema infrastrutturale al sistema di gestione della linea”. 

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