Anziani lasciati morire, senza terapia né cure: la casa di riposo degli orrori a Rodano (Milano)

Indagati due imprenditori, un dipendente amministrativa, quattro medici e un infermiera

Repertorio

Anziani “lasciati” morire per mancanza di personale e incompetenza. E poi mobbing contro alcuni degli infermieri e false dichiarazioni negli atti pubblici. I carabinieri smascherano gli orrori della rsa “Sereni Orizzonti” di Rodano, alle porte di Milano

Mercoledì mattina i carabinieri della Compagnia di Cassano d’Adda hanno notificato un “avviso di conclusione delle indagini preliminari” emesso dal procuratore di Milano Danilo Ceccarelli nei confronti di otto persone - due imprenditori, un dipendente amministrativa, quattro medici e un infermiera - indagati a vario titolo per il reato di “maltrattamenti contro conviventi in concorso” (articoli 110, 572 del codice penale) nei confronti degli ospiti della rsa, facente parte del Gruppo “Sereni Orizzonti 1 spa” con sede legale a Udine.

La morte sospetta di 6 ospiti e la denuncia per mobbing

Le indagini, condotte dalla tenenza di Pioltello e dal Nucleo operativo Radiomobile di Cassano d’Adda, sono scaturite dalla denuncia sporta nel novembre 2018 da due “operatrici socio-sanitarie” della rsa per episodi di “mobbing” ai loro danni da parte dell’infermiera con qualifica di capo-sala, indagata nel procedimento. Nella stessa denuncia, le due operatrici avevano manifestato i propri sospetti per la recente morte di sei ospiti della struttura, deceduti a seguito di carenza di cure del personale sanitario.

L’attività investigativa, condotta anche con l’installazione di telecamere e intercettazioni ambientali all’interno della residenza, ha consentito di accertare gravi responsabilità della direzione del Gruppo nell’aver accettato dal luglio 2018 (data di apertura della residenza) un numero elevato di pazienti in gravi condizioni di salute che avrebbero richiesto assistenze e cure intensive, malgrado la consapevole inadeguatezza delle risorse e delle capacità professionali del personale assunto. Tale carenza si era evidenziata specie negli orari notturni, con la presenza in numerose occasioni di due soli operatori sanitari, in nessun caso personale medico e occasionalmente personale infermieristico.

Ospiti maltrattati: omesse terapie e cure mediche mancate

Nel corso delle indagini, durate fino al febbraio 2019, sono stati contestati a vario titolo agli indagati episodi di maltrattamenti ai danni di 22 degenti, consistiti in omesse terapie e cure mediche (come carenza di idratazione o alimentazione) nonchè deliberata indifferenza verso i bisogni degli stessi, deceduti tra il luglio e il gennaio 2019 quasi tutti all’interno della rsa.

Lo scenario preoccupante emerso nel corso delle indagini ha portato gli investigatori, in collaborazione con personale ispettivo “Ats Città metropolitana di Milano”, ad intervenire in alcuni casi a sostegno dei pazienti più critici, favorendo la ricollocazione di alcuni di essi in strutture ospedaliere. Tali ispezioni, insieme all’escussione da parte degli inquirenti di alcuni dei dipendenti della struttura, ha indotto la direzione di Udine a cambiare ad inizio del 2019 i responsabili della rsa di Rodano, adottando una nuova politica di assunzione e trattamento dei pazienti. 

Le false dichiarazioni in occasioni dei decessi

Nei confronti della direttrice sanitaria pro-tempore e della capo-sala è stato contestato il reato di “falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici” (articolo 479 del codice penale) per aver falsificato in occasioni diverse i diari clinici di due degenti deceduti nella struttura, registrando circostanze non veritiere ovvero, nel caso dell’infermiera, omettendo di aver effettuato una manovra di bronco-aspirazione che aveva portato al decesso di un degente.

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Nell’ottobre del 2019, il Gruppo “Sereni Orizzonti 1 spa” di Udine era stato al centro di un’indagine della guardia di finanza del capoluogo del Friuli che aveva portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare ai danni di otto persone, tra cui il titolare della società e una delle odierne indagate, per il reato di “truffa aggravata”.
 

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