191 bambini nati in estate col Centro Aiuto alla Vita. Allarme per il Bonus Famiglia della Regione

Il Bonus Famiglia chiede residenza in Lombardia da cinque anni per entrambi i genitori: "Forte vincolo - dice il Cav - ed è garantito solo fino a dicembre"

I dati del Centro Aiuto alla Vita della Mangiagalli

Sono 191 le “nuove mamme” registrate tra il 1 giugno e il 31 agosto 2017 dal Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli di Milano che aiuta le donne in stato di gravidanza e in difficoltà a poter scegliere di accettare e vivere il loro stato in tutta serenità, grazie al supporto materiale, psico-sociopedagogico e relazionale alla donna e/o al nucleo familiare.

Il dato del Cav, sempre aperto dal lunedì al venerdì anche nel periodo estivo, comprende anche 75 colloqui di vulnerabilità finalizzati a ottenere il Bonus Famiglia regionale, di cui l’associazione milanese è l’unica realtà solidale a occuparsi sull’intero territorio.

La proiezione per il trimestre settembre/dicembre dà però motivo di preoccupazione: il Bonus Famiglia, che pone alle coppie di genitori forti vincoli di accesso come la residenza in Lombardia di entrambi da almeno 5 anni, è garantito solo fino al 31 dicembre. Le condizioni imposte dalla Regione escludono a priori il 30 per cento degli utenti che fanno domanda per il bonus.

«Dalla fine dell’anno in poi faremo il possibile per sostenere ogni singola donna che richieda il nostro aiuto», promette Paola Marozzi Bonzi, fondatrice del Cav Mangiagalli, «ma le nostre casse sono vuote già oggi e l’aumento di aiuti, da settembre, è prevedibilmente fisiologico; pertanto facciamo davvero appello ai cittadini, alle aziende e alle istituzioni perché non si dimentichino di questa drammatica realtà».

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In agosto, il Cav ha potuto gestire anche un’emergenza abitativa, fornendo un alloggio temporaneo a una donna in attesa di un figlio che, per mancanza di requisiti, non poteva essere intestataria di un contratto di affitto.

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