Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Duomo / Piazza Fontana

No green pass, in migliaia sfidano il divieto della questura: corteo in centro a Milano

La questura aveva ordinato una manifestazione statica all'Arco della Pace ma i contrari al green pass (tra cui anche molti 'no vax') si sono lo stesso ritrovati in piazza Fontana e sono partiti in corteo verso il Parco Sempione

La polizia aveva detto chiaro e tondo che di cortei non se ne sarebbe parlato e che sarebbe stato autorizzato, per la protesta contro i green pass, solo un luogo e in forma statica: piazza Sempione, ovvero l'Arco della Pace. Un provvedimento che il questore di Milano aveva notificato a sedici persone ritenute tra gli organizatori e promotori dei 'ritrovi' ormai cadenzati ogni weekend.

Ma il provvedimento non è servito. Seguendo il 'tam tam' sulle chat di Telegram, gli anti green pass si sono ugualmente radunati in piazza Fontana, come avevano già intenzione di fare, dandosi appuntamento puntuali alle sei di sabato pomeriggio, e subito si sono mossi in corteo verso piazza del Duomo, piazza Cordusio e via Dante, con l'intenzione di arrivare alla sede della Rai di corso Sempione.

Secondo la questura, la punta massima di partecipazione è stata di quattromila persone, quasi tutte senza mascherina e senza rispettare il distanziamento fisico di almeno un metro. Alla testa del corteo vari cartelli e striscioni, alcuni soltanto 'no green pass', altri più esplicitamente negazionisti sulla pandemia covid e altri ancora contro il vaccino. 

"Giovani di sana e robusta Costituzione", si leggeva sullo striscione più grande. "Difendiamo la libertà, difendiamo il futuro", c'era scritto su uno stendardo. E questi restano nell'alveo della protesta contro l'obbligatorietà del green pass (sancita anche per i luoghi di lavoro privati). Ma poi, in altri cartelli, emergevano anche posizioni contro il vaccino stesso: "La vaccinazione per voi è un affare, non siamo cavie". Un altro ancora recitava: "Una pandemia che si regge su numeri 'dubbi', una malattia curabile ma gestita con misure assurde, una dittatura psicosanitaria nata per renderci schiavi".

I controlli delle forze dell'ordine

Successivamente, la questura di Milano ha diramato una nota nella quale ha spiegato che i destinatari del provvedimento con cui si ordinava di effettuare il presidio in forma statica all'Arco hanno sostanzialmente rispettato la prescrizione. Quanto al raduno in piazza Fontana, invece, coloro che vi si sono ritrovati si sono rifiutati di attenersi alle prescrizioni e hanno improvvisato il corteo fino alla Rai di corso Sempione.

In proposito la questura scrive che "durante tutto il tragitto, il corteo è stato attentamente monitorato dalle forze di polizia, che hanno provveduto a tutelare gli obiettivi sensibili, impedendo anche l’accesso ad alcune arterie stradali strategiche per la viabilità cittadina. Grazie ad un corposo dispositivo di viabilità attuato da motociclisti della polizia locale, coadiuvati anche da motociclisti della polizia di stato e dell’arma dei carabinieri, che ha costantemente anticipato i manifestanti, è stato possibile mitigare i disagi alla circolazione stradale deviando il traffico lungo itinerari alternativi. Nei confronti dei manifestanti inottemperanti si procederà a tutte le previste contestazioni penali, all'esito delle mirate attività di riconoscimento".

Indagati ventinove "no green pass"

Dopo il corteo di sabato 11 settembre, la questura aveva indagato ventinove persone per manifestazione non autorizzata, violenza privata e blocco stradale. Si trattava di persone dai 40 ai 70 anni, quasi tutti incensurati e quasi tutti senza una particolare connotazione politica eccetto tre persone di estrema destra tra cui uno dei leader di Forza Nuova a Milano, Marco Mantovani.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

No green pass, in migliaia sfidano il divieto della questura: corteo in centro a Milano

MilanoToday è in caricamento