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Cronaca Cassina de' Pecchi

Jabil a Cassina, tensione alle stelle: spintoni e feriti

Secondo quanto spiegato dalla Fiom, dopo spintoni fra le tute blu e le forze dell'ordine una ventina di addetti della Jabil sono riusciti a entrare nel capannone, di proprietà della Nokia, e hanno iniziato a prelevare del materiale

Momenti di forte tensione la mattina di venerdì allo stabilimento della Jabil a Cassina dé Pecchi, nel Milanese fra lavoratori e forze dell'ordine. Ci sono stati spintoni e tre operai, fra cui due donne, sono salite sul tetto.

Verso le 6 sono intervenuti carabinieri e polizia per rimuovere il presidio permanente, a cui prendono parte una sessantina di persone, davanti all'azienda, che produceva componenti per ponti radio e telecomunicazioni per conto di Nokia e che ha licenziato nel novembre scorso tutti i 380 dipendenti, per consentire agli addetti della Jabil di recuperare il materiale delle linee di produzione.

Secondo quanto spiegato dalla Fiom, dopo spintoni fra le tute blu e le forze dell'ordine una ventina di addetti della Jabil sono riusciti a entrare nel capannone, di proprietà della Nokia, e hanno iniziato a prelevare del materiale ma sono stati affrontati dagli operai che hanno bloccato il recupero della merce.

La situazione si è normalizzata dopo le 8.30. "La Jabil - sottolinea Roberto Giudici, responsabile organizzativo della Fiom-Cgil di Milano - deve capire che le azioni di forza falliranno sempre e che l'unica strada è la discussione con i lavoratori. Chiediamo che Jabil favorisca l'ingrezzo di acquirenti dopo aver deciso di andarsene e quindi non deve portare via asset produttivi che sono la precondizione per un rilancio dell'attività".

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