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Milano, ancora una protesta dei rider in bici per le strade del centro: traffico in tilt

La protesta è iniziata nella tarda mattinata, i rider hanno girato diverse zone di Milano

Ancora una protesta. Ancora una manifestazione. Continuano le mobilitazionidei riders di Milano che, anche nel pomeriggio di giovedì 5 novembre, hanno organizzato un corteo in bici per le strade della città.

Il corteo, non è ancora chiaro se sia stato autorizzato o meno dalla questura, è iniziato in Darsena ed è proseguito per diverse vie del centro di Milano. Attualmente (ore 17) la protesta sta muovendo dal Monumentale verso il Centro. La polizia locale di Milano sta seguendo la manifestazione insieme agli agenti di via Fatebenefratelli. Per il momento, tranne qualche rallentamento alla circolazione, non si registrano gravi disagi.

I motivi della protesta

Le mobilitazioni sono scattate dopo lo sciopero di venerdì 30 ottobre. Nella serata di martedì 3 novembre il collettivo dei rider Milanesi Deliverance aveva spiegato i motivi della protesta e della rabbia dei fattorini che consegnano il cibo a domicilio. "Oggi partiva il nuovo contratto che imponeva condizioni peggiorative per tutti i lavoratori, mantenendo il cottimo e abbassando le tariffe di tutti: Ubereats su tutti, 1,99€ a consegna con lavoratori in turno tutto il giorno che guadagnano poco o niente. Deliveroo che ha abbassato le paghe e tolto i turni, spingendo i fattorini a restare online ore ed ore senza guadagnare nulla, Glovo che ha portato la paga base da 2€ ad 1,30 con la parte variabile per km che è passata da 0,63 a 0,50 ed infine JustEat che ha allungato le tratte e diminuito la paga minima, portata sotto i 6€", avevano spiegato.

"Le società del delivery si dimostrano i caporali che sono e noi ci chiediamo come questo possa essere possibile, quando la legge 128 prevedeva per noi l'introduzione di una paga oraria di 10 euro lorde come previsto dal Ccnl Trasporti e Logistica e le tutele della subordinazione come già detto anche da una sentenza della Corte di Cassazione", avevano sottolineato dal gruppo. 

Ed erano stati gli stessi rider - che nei mesi più duri dell'epidemia di coronavirus si erano guadagnati la qualifica di "eroi" per il loro lavoro - a chiedere una mano ai cittadini. "Non siamo eroi, siamo lavoratori. Chiediamo a tutti di ricordarsi di noi, di solidarizzare con la nostra lotta e di non ordinare in questi giorni - il loro appello -. Proclamiamo lo stato di agitazione permanente. Senza diritti non consegniamo. Non siamo schiavi, siamo umani. Meritiamo il vostro rispetto, una paga degna e le garanzie che ci spettano, quali lavoratori a tutti gli effetti. Basta ricatti". E la loro protesta continua.

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