Studenti, genitori e attivisti per il clima in marcia a Milano: è la prima protesta post covid

Il presidio e la manifestazione in centro a Milano dalle 9.30. Ecco il piano viabilità di Atm

La manifestazione

Manifestazione e traffico. Venerdì mattina di protesta a Milano, dove scendono in piazza studenti e genitori per chiedere una scuola "diversa" dopo i mesi di chiusura a causa dell'emergenza coronavirus. Accanto a loro ci sono anche gli attivisti per il clima di Fridays for Future, che da tempo chiedono più investimenti sull'istruzione. 

L'appuntamento è alle 9.30 in largo Cairoli per un presidio che si sposterà poi in piazza del Duomo, stando a quanto riferito dalla polizia locale. In piazza, "contro i ritardi e le mancanze che hanno caratterizzato l'inizio di questo anno scolastico", ci sono studenti e genitori di "Priorità alla scuola" e diverse sigle sindacali. 

Nello striscione in testa al corteo la richiesta degli studenti: "Vogliamo essere liberi di vivere una scuola accessibile e sicura".

"Ora basta bugie"

"Dare priorità alla scuola implica un reale investimento economico e politico sulla scuola pubblica italiana, questo è ciò che il nuovo movimento composto di genitori, docenti, Ats, operatori e operatrici scolastiche, educatori, studenti e studentesse, rivendica da aprile 2020 dentro a una nuova stagione di immaginazione collettiva sulla scuola", hanno spiegato in mattinata gli organizzatori.

"Per riaprire le scuole in sicurezza, presenza e continuità bisognava curare la scuola dai suoi problemi precedenti l’emergenza sanitaria: i tagli che ogni governo degli ultimi decenni ha imposto riducendo il personale, gli spazi e la qualità della didattica, rendendo la scuola un luogo strumentalmente marginale. Chiediamo non solo più spazi, organici e la stabilizzazione dei e delle precarie, ma anche di ripensare la scuola come presidio sanitario territoriale attraverso la ri-apertura delle vecchie infermerie dotate di personale medico e dei migliori strumenti di monitoraggio a disposizione. Dobbiamo saper affrontare l’emergenza di oggi ma anche ristabilire e rafforzare una cultura della salute e dell’ambiente sempre più necessaria da adesso in avanti. Inoltre, chiediamo il potenziamento radicale dei mezzi pubblici di trasporto dentro cui ci ammassiamo per raggiungere i cancelli delle scuole ogni mattina", hanno ribadito dal comitato. 

E ancora: "Sono passati 6 mesi il nostro governo è quello che ha avuto più tempo a disposizione per pensare a come riaprire le scuole dentro e oltre l'emergenza covid19. Non è stata colta questa occasione neanche durante una pandemia globale, evidentemente il governo ha altri piani e ha un’altra idea di scuola in mente: è ora di smettere di dire bugie. Ciò che è stata riaperta è una scuola classista, una scuola che ci si può permettere o meno a seconda delle proprie possibilità economiche, geografiche e di salute".  

"20 miliardi dal recovery fund"

"Come Priorità alla Scuola chiediamo che la scuola pubblica torni a essere un’istituzione capace di garantire accesso alla piena crescita affettiva, emotiva, culturale e politica di tutti e tutte noi, a prescindere da chi siamo e da dove arriviamo. Per questo chiediamo almeno 20 miliardi dal Recovery Fund, come intervento straordinario per l’emergenza, e che dal 2020 in avanti sia aumentato di almeno 1 punto PIL percentuale l’investimento ordinario su scuola e ricerca di questo paese", hanno sottolineato gli organizzatori della protesta.  

"Occorre immaginare insieme, capire come e dove investire per migliorare la scuola, per costruire una scuola capace di reagire all’emergenza ambientale, al razzismo, alle ingiustizie e al sessismo. Pensare una scuola che non sia luogo di riproduzione di una società governata dai profitti che non si cura delle nostre interdipendenze e della finitezza delle risorse terrestri", hanno concluso. 

In piazza anche Fridays for future

I giovani di fridays for future avevano fatto sapere nei giorni scorsi che sarebbero stati "al fianco del movimento di Priorità alla Scuola, una rete spontanea nata da qualche mese, che raccoglie le varie categorie sociali legate alla scuola pubblica per rivendicare la centralità dell’Istruzione in un momento di crisi come questo".

"Questo è il momento migliore per ripensare la scuola anche in senso di educazione alla lotta ambientale e per la giustizia climatica. Crediamo infatti che questa passi direttamente dall’ottenimento di un’educazione pubblica, gratuita e garantita a tutte e tutti: un’educazione effettuata anche tramite una didattica molto diversa da quella frontale e antropocentrica attuale, e che insegni invece a ragionare su quelle che sono le cause umane della crisi climatica. Educare le persone alla sensibilità sul tema ambientale è il passo primario e fondamentale per cambiare veramente la società dal basso e combattere il cambiamento climatico in maniera efficace. Attualmente la ministra dell’Istruzione Azzolina - avevano sottolineato - non ha accennato ad aperture serie su progetti di educazione ambientale nelle scuole, ma anzi sempre più le grandi aziende inquinanti riescono ad inserirsi all’interno dei processi educativi pubblici: da poco ad esempio, l’Associazione Nazionale Presidi ha accettato di far gestire dei progetti di educazione ambientale ad Eni, l’Ente Nazionale Idrocarburi, responsabile di disastri ambientali in tutto il mondo e non certo interessata alla lotta per la giustizia climatica".

"Inoltre il governo non mostra reali intenzioni di finanziare e tutelare i diritti legati all’Istruzione, mentre è ben deciso a mantenere la linea economica di tutti i governi precedenti, con miliardi di soldi spesi per guerre, produzione di armi e protezione degli interessi delle grandi aziende inquinanti, e pochi spiccioli invece - avevano concluso - destinati a Scuola, Sanità pubblica e lotta al cambiamento climatico e alle riconversioni ecologiche".

Vie chiuse e mezzi deviati

Inevitabile qualche disagio al traffico, con alcune vie chiuse. Atm ha segnalato ai passeggeri "modifiche temporanee al sevizio per queste linee: tram 1 in entrambe le direzioni devia tra le fermate di piazza Virgilio e via Tommaso Grossi, tram 4 direzione piazza Castello termina le corse alla fermata Lanza M2, bus 50 in direzione Cairoli M1 termina le corse alla fermata di Cadorna M1M2 , bus 57 in direzione Cairoli M1 termina le corse alla fermata Arena , bus 61 in direzione Murani devia tra le fermate di Cadorna M1M2 e via Mascagni; in direzione piazza Napoli devia tra le fermate di Lanza M2 e largo V Alpini". 

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