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Martedì, 16 Aprile 2024
Cronaca Castello / Largo Cairoli

Ucraini, palestinesi, animalisti (e non solo): il sabato caldo di Milano, tutte le manifestazioni in città

Oggi in città corteo di ucraini e filo palistensi, più altri tre presidi. Tutte le manifestazioni

Tutti in piazza. Letteralmente. Oggi, sabato 24 febbraio, a Milano si terranno cinque manifestazioni, con la città che diventerà il teatro delle proteste filo ucraine, filo palestinesi, ma non solo. 

Il sabato "caldo" del capoluogo meneghino inizia alle 10 davanti al Pirellone. Lì si ritrovano esponenti del comitato "Di sana e robusta costituzione" per sottolineare alcune - secondo loro - problematiche del sistema sanitario nazionale collegate ai protocolli anti covid. I loro obiettivi, annunciati in un comunicato: "Rimuovere le restrizioni residue negli ospedali, respingere il piano pandemico e la tessera sanitaria 'a punti' ideata da Bertolaso in Lombardia, difendere la sanità pubblica dal piano di svendita del governo, difendere la sovranità sanitaria dai pieni poteri dell'Oms, affermare una medicina più umana per rinsaldare il rapporto di fiducia ormai compromesso con i sanitari". Solo "l’azione diretta di cittadini che condividono una strategia organizzata e comune determina risultati, come hanno confermato gli agricoltori. A oggi riceviamo molte meno segnalazioni di ricatti, abusi o di tamponi e mascherine imposte coattamente: questo significa che la nostra opera di pressione sulle istituzioni e di sensibilizzazione dei cittadini ci sta facendo guadagnare terreno e sta ridimensionando il potere discrezionale dei direttori sanitari", hanno concluso gli attivisti, che resteranno fuori dalla regione fino alle 13. 

Nella stessa finestra oraria, dalle 11 alle 13, rappresentati della comunità Russi liberi sono invece in piazza Cordusio - attese circa 50 persone - per protestare, ancora una volta, contro la guerra portata avanti in Ucraina dal governo russo guidato da Vladimir Putin. 

Ucraini e filo palestinesi in piazza

Alle 13 in piazza Castello uno degli appuntamenti più numerosi. La comunità ucraina scende in piazza a due anni esatti dallo scoppio della guerra su larga scala e a dieci dall'invasione della Crimea. Alla chiamata dovrebbero rispondere 1.500 persone circa, che si muoveranno poi in corteo con arrivo previsto a San Babila, dove ci saranno alcuni interventi. "Il titolo dell'evento, 'Vittoria per la pace', sottolinea la necessità di una vittoria dell'Ucraina per arrivare a una pace giusta, che garantisca stabilità e sicurezza, fondata sul rispetto del diritto internazionale. La pace, quella giusta, sicura, duratura, si fonda sul rispetto del diritto internazionale, sulla sovranità e sull'integrità del paese invaso, mediante l’applicazione del principio di accountability, che prevede la giusta punizione per i responsabili dei crimini di guerra. E una vittoria militare decisiva può servire come deterrente contro future aggressioni o invasioni da parte di altri paesi imperialisti", si legge nel comunicato con cui è stata lanciata l'iniziativa. "Costringere l'Ucraina al tavolo dei negoziati, in questo momento, significherebbe solo posticipare una futura aggressione militare da parte della Russia, forse - hanno concluso gli organizzatori della marcia - ancora più sanguinosa".

Un'ora e mezza dopo tocca ai filo palestinesi, chiamati in piazza a Milano per una manifestazione nazionale indetta dalla Cub, a cui partecipano anche le realtà antagoniste milanesi. Appuntamento in Loreto alle 14.30 e poi corteo verso Cairoli, con circa cinquemila presenze annunciate. "Da mesi si sta consumando nella striscia di Gaza e in tutta la Palestina, un vero genocidio: dall’inizio della guerra, sono morte oltre 28mila persone di cui il 70% sono donne e bambini. Gli operatori della sanità sono allo stremo lavorano incessantemente da mesi, costretti a intervenire senza anestetici, acqua, luce e in condizioni igieniche intollerabili: sempre più impotenti di fronte al genocidio in atto, anche loro vittime, oltre 340 morti fra gli operatori sanitari", hanno spiegato dal sindacato chiarendo il perché della protesta. "Sono sistematici gli attacchi a strutture ospedaliere e ambulanze, e impedito l’ingresso agli aiuti umanitari come la fornitura di farmaci. Il territorio è sotto costante bombardamento senza acqua, luce, gas, carburante, gli ospedali sono al collasso e a rischio epidemie. Tutte le principali Organizzazioni Internazionali che si occupano di diritti umani chiedono di cessare il fuoco. La Corte Internazionale di Giustizia ha recentemente accusato di genocidio lo stato di Israele. L’economia di guerra sta crescendo a dismisura, anche in Italia la spesa per l’esercito e le armi toglie risorse alla sanità, spese sociali, scuole, pensioni e sostegni alle fasce più povere. In tutto il mondo il movimento di solidarietà sta coinvolgendo anche gli operatori sanitari ad agire per chiedere di cessare il fuoco", hanno rimarcato dalla sigla. 

Ultima manifestazione di giornata alle 17.30, con una quindicina di animalisti attesi in via Mercanti per sensibilizzare i cittadini sui diritti degli animali. Il presidio è stato indetto dal gruppo "Animal Liberaction". 
 

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