Milano, affissi centinaia di manifesti per denunciare l'apertura del Cpr di via Corelli

A comunicarlo sono gli attivisti della Rete Mai più lager - No Cpr, nella mattinata di venerdì

Uno dei cartelloni

"Questa notte centinaia di manifesti sono apparsi nella zona nord di Milano per segnalare che il carcere per innocenti di via Corelli ha aperto. Dallo scorso 29 settembre il Centro per i Rimpatri è operativo". A comunicarlo sono gli attivisti della Rete Mai più lager - No Cpr, nella mattinata di venerdì 9 ottobre.

"Nella città vetrina delle mille affissioni, oggi un po' in crisi per la pandemia, i nostri cartelli gialli indicheranno a chi passa la vera novità di questi ultimi mesi, che forse sarebbe passata inosservata", avvertono.

"Abbiamo pensato così - sostengono i manifestanti - di agevolare la comunicazione istituzionale del Comune e della Prefettura troppo timidi nel presentare questa grande opera dove finalmente anche a Milano, come in altre città, le persone potranno essere imprigionate e private dei diritti solo perché  prive di documenti. Data la situazione sanitaria gli "ospiti" potranno anche rischiare di contagiarsi con il Covid19. Sappiamo che il Sindaco Beppe Sala si dice non contrario ai Cpr, quindi sicuramente apprezzerà".

L'opinione del sindaco Sala

Il sindaco di Milano, Beppe Sala, infatti non si è mai schierato sul Cpr ma ha semplicemente affermato di non voler contestare la decisione del Governo: "Mi voglio fidare della gestione del Prefetto, però qualcosa da puntualizzare c’è: innanzitutto Milano è sempre stata molto attiva con i rimpatri. Dalla Prefettura, a parte quest’anno che è stato un po’ anomalo, ho sempre ricevuto dei numeri significativi. Quindi non è vero che noi non facciamo rimpatri".

"Secondo aspetto è che una volta che è aperto deve funzionare in un certo modo. Quindi è necessario che le tutele ci siano. Ho già detto al Prefetto che nel momento in cui il sistema è messo in funzione ed è a regime vorrò visitarlo con lui per rendermi conto della situazione. La regola dice che la permanenza dev’essere di massimo 90 giorni. Sono troppi oggettivamente. Se è un centro per il rimpatrio non credo che si possa andare oltre i 30 giorni - ha sottolineato Sala -. Quindi anche di questo parlerò con il Prefetto, che però ha sempre avuto un atteggiamento saggio e collaborativo e non ho dubbio che anche in questo frangente continuerà a lavorare in questo modo".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Covid, Lombardia verso entrata in 'zona arancione' da venerdì: cosa cambia

  • Milano, spacca vetrata all'Esselunga e cerca di rubare i soldi dalle casse: preso

  • Incendio a Cologno, fiamme ed esplosioni nel condominio: casa distrutta, palazzo evacuato

  • Bresso (Milano), due agenti della polizia locale accoltellati: uno è grave

  • Coronavirus, dal 27 novembre la Lombardia vuole diventare zona arancione. Cosa cambia

  • Violenza sessuale a Milano, ragazza stuprata dal cugino del padre: "Se parli ti taglio la testa"

Torna su
MilanoToday è in caricamento