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Cronaca Galleria Vittorio Emanuele II

La Russa e la Santanché fanno volantinaggio per i due marò

Il Pdl in piazza venerdì pomeriggio a Milano per chiedere che il comune esponga le fotografie. La Russa lascia due volantini sulla porta di Palazzo Marino. Boeri (Pd): "Purché si chieda giustizia anche per i pescatori"

La maggioranza in comune sembra più propensa dei giorni scorsi ad accettare l'esposizione di uno striscione o di una fotografia dei due marò italiani detenuti in India. L'assessore Stefano Boeri, interpellato a margine dello scoprimento di una targa, ha affermato che "Lo striscione va bene, ma con un messaggio chiaro che chiede una giustizia giusta per due ragazzi che stavano facendo il loro lavoro per due lire". Non quindi un semplice striscione, ma anche un ricordo per i due pescatori uccisi. "Il sindaco - ha continuato Boeri - ha fatto la scelta giusta: noi possiamo solo chiedere che vengano rispettate le regole del diritto internazionale". E anche Carmela Rozza (che in consiglio comunale aveva detto "Noi non siamo d'accordo a mettere totem o altre cose") in questi giorni si è mostrata più possibilistia, pur sottolineando di non volere scritte come "Liberiamo i marò" ma, semmai, "Riportiamoli in patria".

Intanto nel pomeriggio di venerdì, un po' a sorpresa, l'ex ministro Ignazio La Russa e Daniela Santanché hanno fatto un volantinaggio percorrendo a piedi il tratto da p.za San Babila alla galleria Vittorio Emanuele. "Un segnale forte - ha spiegato De Corato, che era con loro - perché non tolleriamo che sia negata l'espressione di solidarietà ai nostri militari". In galleria è stato srotolato uno striscione in favore del reimpatrio dei due marò. "A Roma - ha detto La Russa - il Pd almeno formalmente ha espresso solidarietà, a Milano un silenzio assordante".

Dopo il volantinaggio La Russa ha lasciato due volantini con le fotografie di Girone e Latorre sul portone di Palazzo Marino. I due volantini, oltre alla fotografia, hanno la scritta "Liberiamo i nostri marò" e il simbolo del Pdl. Intanto Riccardo De Corato ha fatto sapere che "un graduato della polizia locale ha provato a far rimuovere lo striscione dal mio ufficio, ma ho risposto che è l'ufficio di un deputato e ci vuole l'autorizzazione del parlamento".

 

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