San Vittore non ha l’asilo: Martina Levato va in un un carcere 'leggero'

I giudici del Riesame hanno respinto la richiesta di arresti domiciliari per Martina Levato: "Fu una lucida scelta criminale". Ma Martina, prossima al parto, lascerà comunque molto presto San Vittore

Dal Riesame no ai domiciliari - Foto repertorio

A casa, questa è l’unica cosa certa, non ci tornerà. Almeno non per ora. Molto presto, però, dirà addio alle sbarre alla finestra, alle agenti in divisa e alle fatiche di un carcere “normale”. 

Il tribunale del Riesame, martedì, ha detto no alla richiesta di domiciliari di Martina Levato, la studentessa bocconiana già condannata a quattordici anni di carcere con il compagno Alexander Boettcher per l’aggressione con l’acido al giovane Pietro Barbini. 

Quella della ragazza, hanno scritto i giudici, che sottolineano il rischio di reiterazione del reato, fu “una lucida scelta criminale, sorretta da una programmazione tanto accurata quanto professionale e destinata a ripetersi con elevata probabilità”. 

Martina, imputata anche per altre due aggressioni con l’acido, dirà comunque molto presto addio al carcere. La ragazza, infatti, dopo il parto, sarà trasferita insieme a suo figlio all’Icam, l’istituto a custodia attenuata per detenute madri. 

Lì, le celle non hanno le sbarre alle finestre, le agenti penitenziarie non indossano le divise e i bimbi possono frequentare l’asilo: un particolare, questo, che ha condizionato non poco il parere del pm. 

Marcello Musso, infatti, ha indicato l’Icam come struttura idonea perché “San Vittore è una casa circondariale non dotata di apposito asilo nido, che si trova solo nel carcere di Como, che però è lontano da Milano. Questa soluzione consentirebbe alla ventitreenne di tenere con sé il neonato".

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La soluzione, però, non sarà definitiva. Appena il Tribunale per i minorenni avrà deciso la sorte del piccolo - che potrebbe essere affidato ai nonni o ad una famiglia “esterna” - la Levato, scrive Musso nella richiesta che è stata accolta dal Gip, dovrà ”immediatamente rientrare nella sezione femminile della casa circondariale di Milano San Vittore".

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