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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Cronaca Legnano

Mazzette all'obitorio per mostrare i morti di covid alle famiglie

Dopo l'inchiesta della procura di Busto Arsizio, sono dieci, in totale, le misure cautelari

Mazzette ai dipendenti dell'obitorio per consentire alle famiglie delle vittime del covid di vedere per l'ultima volta i propri cari nonostante le norme anti contagio. È quanto contestato a una decina di persone, tra cui medici e impresari di pompe funebri, al termine di  un'inchiesta della procura di Busto Arsizio (Va)

Dieci, in totale, le misure cautelari che i carabinieri hanno eseguito, anche nei confronti di dottori e dipendenti dell'ospedale di Saranno (Va). I reati dei quali sono accusati a vario titolo, vanno dalla corruzione di incaricato di pubblico servizio al peculato, passando per furto, truffa e falsità ideologica.

Le misure sono partite alla luce dei risultati di un'indagine dei carabinieri, coordinata dalla procura bustocca. Una delle persone è finita in carcere un'altra ai domiciliari, a due è stato vietato l'esercizio della professione medica, a quattro l'attività di impresario funebre e altre due, infine, sono state sospese dall'esercizio delle mansioni di addetto all'obitorio. 

Le indagini erano partite a novembre del 2020, dopo alcune segnalazioni giunte dalla direzione sanitaria dell'ospedale. Grazie alle intercettazioni telefoniche e video, ai riscontri documentali e alle testimonianze, è emerso che i titolari di alcune imprese di onoranze funebri erano soliti elargire denaro ad alcuni dipendenti dell'obitorio (uno dei quali arrestato) perché spingessero i parenti dei defunti alla scelta dell'impresa cui affidare il servizio funebre. Inoltre, pagavano mazzette per far vedere le salme ai congiunti anche quando queste erano di pazienti risultati positivi al covid, in violazione delle norme anti contagio.

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