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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Viaggio fra i rifiuti dei campi rom Differenziata? “Qui impossibile”

Circa il 90% dei rifiuti prodotti dai campi rom sono ingombranti. Li ripulisce regolarmente l'Amsa. Il costo? A carico dei milanesi

sgombero6I campi nomadi sono gli unici luoghi delle nostre città di cui il cittadino medio non ha esperienza diretta. Le aree sono anonime, ai confini degli spazi condivisi, dunque "invisibili" ai più. E tuttavia i cittadini si costruiscono un'immagine di questi insediamenti, soprattutto attraverso le cronache, che però fanno riferimento a episodi estremi o devianti.


In realtà nei campi, come nel resto della città, si vive la quotidianità familiare, amicale e sociale in condizioni però tipiche di una baraccopoli, quindi con regole di funzionamento molto diverse da quelle dei quartieri "normali". Ci si possono quindi porre domande come: nei campi chi comanda? Entrano i medici o gli infermieri? Chi gestisce, e come, i rifiuti?


Il ministro dell'interno Roberto Maroni, nell'ottobre 2008, presentando il piano di censimento dei rom che avrebbe dovuto portare a realizzare "villaggi attrezzati" al posto dei campi attuali, aveva posto l'accento proprio sulla gestione dei rifiuti, che anche nei campi autorizzati sarebbe più che carente.
Per capire l'ordine del problema si può ricordare lo sgombero di via Selvanesco a Milano, periferia sud, il 7 aprile scorso.

Un insediamento non autorizzato, molto piccolo, infatti sono stati allontanati circa dieci nomadi, ma contemporaneamente sono state rinvenute 50 tonnellate di rifiuti. Se nei campi abusivi è quasi ovvio che la raccolta non sia effettuata, se non sporadicamente, altro dovrebbe essere il sistema nei campi autorizzati.


Il costo dei rifiuti dei campi autorizzati è a carico dei cittadini milanesi. In realtà il regolamento predisposto nel 2009 dal prefetto Lombardi (in qualità di commissario straordinario per i nomadi) prevedeva all'art. 10 che «gli ospiti concorrono al pagamento delle spese di raccolta dei rifiuti nella misura giudicata congrua dal Comune per ciascun insediamento». Nella pratica, però, questo onere ai nomadi non viene richiesto. E' Fiorenzo De Molli a confermarcelo.


De Molli è il responsabile del campo di via Triboniano per conto della Casa della Carità, e si occupa da anni di assistenza ai nomadi che stanziano a Milano. Ci assicura che in via Triboniano l'Amsa passa tutti i giorni a raccogliere i rifiuti, e che questa abitudine è diffusa anche per gli altri insediamenti autorizzati: al massimo può variare la frequenza, anche perché Triboniano è il campo maggiormente abitato. Stando alle sue informazioni, però, anche in realtà minori non si va sotto un passaggio alla settimana. Tutto sommato accettabile, a patto che all'interno del campo i rifiuti vengano correttamente conservati.


Brutte notizie per quanto riguarda la raccolta differenziata: sempre De Molli ammette che in tre anni non si è riusciti a sensibilizzare le famiglie. Probabilmente si tratta di un lavoro lungo, reso difficile anche dal fatto che i nomadi devono convivere con ben altri problemi.


L'ufficio stampa dell'Amsa conferma che l'azienda non effettua una sensibilizzazione diretta sulla differenziata, ritenendola attualmente impossibile. Tuttavia qualche anno fa aveva dato un supporto esterno alla Comunità di Sant'Egidio per differenziare i rifiuti presso una piccola comunità bosniaca di via Vaiano Valle (quartiere Rogoredo), e circa cinque o sei anni fa alcuni operatori aziendali erano entrati in contatto con la comunità di via M.te Bisbino, vicino a Novate, in seguito a una trattativa complessa che aveva preso il via da problemi di ordine pubblico.


Questo è ciò che accade nella gestione ordinaria. E durante gli sgomberi? Qui l'Amsa fornisce dati precisi. Circa il 90% di ciò che viene raccolto durante uno sgombero di campo nomadi è materiale ingombrante (mobili e attrezzature varie), l'8% è materiale inerte (residui di muratura, sabbia e così via) e il restante 2% è amianto, sfalci di piante, ferro e altro. Tutto viene poi ovviamente trattato a dovere, senza nessun problema sulla salute dei cittadini.


Qualche giorno fa il caso, rimbalzato nelle cronache, dell'abbattimento della villa abusiva di via Predil, dietro la stazione di Lambrate. Una villa di 250mq, i cui materiali (135 tonnellate, stando al vicesindaco De Corato) sono stati smaltiti dall'Amsa. In questo caso però, afferma De Corato, il costo dello smaltimento sarà addebitato agli abitanti della casa, dove è stato rinvenuto anche un deposito di mercurio.

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