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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Tangenti e coca, spuntano le intercettazioni: “De Corato rompe” Moratti: “più rigore”

Sotto controllo i telefoni di Rodolfo Citterio, ex presidente del Sindacato dei locali da ballo, da ieri ai domiciliari. Le verifiche di agibilità erano concordate, perchè "De Corato rompe i c...". I dettagli

Spuntano ancora particolari sulla vicenda di coca e tangenti che ha coinvolto la Milano bene, portando ieri al sequestro dei locali dei vip Hollywood e The Club e all'emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare.

Dalle intercettazioni del telefono di Rodolfo Citterio - da ieri ai domiciliari - spunta un "accordo" con l'allora comandante della polizia locale, Emiliano Bezzon, per le verifiche di agibilità ad alcuni locali. Citterio, ex presidente milanese del Sindacato dei Locali da Ballo, avrebbe parlato delle difficoltà poste dal vicesindaco De Corato al rinnovo delle autorizzazioni e avrebbe quindi chiesto la collaborazione di Bezzon per fare dei sopralluoghi "pilotati", perchè "De Corato rompe i c...".

Le telefonate intercettate risalgono ai primi mesi del 2008, è quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare. Indagato anche l'architetto Daniele Beretta, con il quale Citterio avrebbe avuto scambi telefonici riguardo i locali "La capanna dello zio Tom", e "Qin", locali per cui l'ex presidente del Silb avrebbe ricevuto tangenti. "De Corato vuole a tutti i costi bloccare il Qin ma il locale è a posto e lui deve far dare l'agibilità", avrebbe detto Citterio all'avvocato Beretta.

A saltare fuori sono i nomi di diversi locali della Milano bene: l'Hollywood e il The Club, ma anche "La capanna dello zio Tom" e "Qin". A proposito degli interventi "pilotati" dei vigili, in un'altra telefonata (marzo 2008), si parla anche del bar Taveggia, locale storico di Milano. L'ex comandante della polizia locale Bezzon, si legge ancora nel provvedimento, rassicura Citterio che non avrebbe mandato nessuno al bar Taveggia, nonostante fosse senza il permesso per uno spettacolo di cabaret. "Ti ho detto - garantisce l'ex capo dei vigili - se conoscete qualcuno dei titolari avvisateli lunedì che non facciano i pirla perché prima o poi ci cascano dentro eh! Io non gli mando nessuno".

Il sindaco Moratti, ieri in serata, ha rilasciato una sua dichiarazione su tutta la vicenda: ci vuole più rigore sulle autorizzazioni ad aprire nuovi locali, ha detto il primo cittadino. La Moratti ha chiesto anche di "avviare immediatamente un audit interno sulle procedure inerenti la filiera dei permessi per i locali di pubblico spettacolo". Più precisamente, il sindaco ha chiesto "ancora più rigore nelle concessioni e nelle autorizzazioni per l'apertura dei locali e per le susseguenti attività". In totale, nell'inchiesta sul giro di tangenti e droga sono finite ai domiciliari 5 persone e altre 19 sono state iscritte nel registro degli indagati.

GLI AGGIORNAMENTI

27 luglio ore 12.15 - Moratti: linea di rigore per tutti i dirigenti e funzionari del Comune coinvolti.
Traccia una linea netta, il sindaco Moratti, promettendo rigore nei riguardi di tutti i dipendenti di Palazzo Marino che risulteranno invischiati nella vicenda coca e tangenti. Nessuno sconto e nessuna intransigenza, dunque, nei confronti di funzionari e dirigenti infedeli. Lo stesso ex comandante della Polizia Locale, Emiliano Bezzon, finito nel registro degli indagati, era stato allontanato dall'incarico ai primi indizi forniti dalla Procura.

27 luglio ore 12.50 - Servono distinguo fra "spaccio" e "consumo" di droga. Letizia Moratti è tornata a chiedere al Governo una modifica alle norme sul traffico di stupefacenti. Per il primo cittadino di Milano è necessario stabilire un confine netto fra il consumo personale e lo spaccio di droga. La distinzione - ha spiegato - non deve essere lasciata unicamente all'arbitrarietà del giudice. "Ci sono stati dei casi in cui con 50 grammi di cocaina si è parlato di consumo personale", ha concluso il sindaco. Spesso, infatti, sono gli stessi pusher che usano i consumatori per spacciare.

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