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Loris Grancini, al centro della foto con gli occhiali

Loris Grancini, al centro della foto con gli occhiali

Estorsioni e minacce a imprenditore per ottenere biglietti: condannato capo ultras della Juve

Condanna aumentata rispetto alle richieste della procura di Milano

Un capo ultras della Juventus, Loris Grancini, è stato condannato dal Tribunale di Milano a 5 anni e mezzo di carcere, contro la richiesta di 4 anni da parte della procura, per tentata estorsione nei confronti del titolare di una società milanese di biglietti per eventi sportivi. Le indagini erano state rese note nel mese di giugno del 2018, quando Grancini era già in carcere.

L'uomo infatti era stato arrestato nel mese di dicembre del 2017 per scontare una pena definitiva a 13 anni e 11 mesi di reclusione per tentato omicidio: nel 2006, sarebbe stato il mandante di una "esecuzione" in piazza Morbegno, zona viale Monza, davanti a un bar.

La condanna per le minacce al titolare della biglietteria si riferisce invece a quattro episodi intimidatori, il primo dei quali risale ad aprile 2015: l'imprenditore aveva dovuto annullare 250 biglietti per Juventus-Real Madrid ma Grancini e altri due ultras cercarono di riottenere i loro biglietti. Nel mese di maggio del 2017, invece, Grancini chiese l'emissione di biglietti per Juventus-Crotone evocando che sarebbero serviti a «personaggi calabresi di Corsico» e, sentendosi rispondere negativamente, avrebbe replicato minacciosamente: «Vedi di farmeli recuperare, sbirro di merda». Ancora a maggio del 2017, pretendendo biglietti per Roma-Juventus, i tre ultras avrebbero mimato il gesto del caricamento di un'arma da fuoco. E in una occasione avrebbero evocato un possibile incendio: «E' bello alto qui, sai come brucia facilmente?».

Con il capo ultras sono stati condannati anche i suoi compllici a cinque e quattro anni di reclusione.

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