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L'arrivo a Ciampino

L'arrivo a Ciampino

Minacce di morte a Silvia Romano: 40 commenti sui social nel mirino dei carabinieri

La cooperante milanese, rapita per 18 mesi, dopo il rilascio e il rientro in Italia è nel mirino degli haters per la sua conversione all'Islam e per il presunto pagamento di un riscatto

Sono una quarantina i messaggi di minacce alla cooperante milanese Silva Romano su cui si concentra l'attenzione dei carabinieri del Ros nell'ambito dell'indagine aperta dal pubblico ministero Alberto Nobili. La 24enne, rimasta per quasi diciotto mesi prigioniera prima in Kenya e poi in Somalia, è stata recentemente liberata e, dopo una sosta nella capitale, è tornata a Milano l'11 maggio 2020. 

La ragazza è stata accolta da una grande festa nel quartiere del Casoretto ma anche, purtroppo, da messaggi di minacce e insulti sui social network legati soprattutto alla sua conversione all'Islam e al presunto pagamento di un riscatto da parte dello Stato italiano per liberarla. Silvia è atterrata a Ciampino indossando una veste tradizionale su cui si è scatenato un dibattito molto acceso, tra chi sosteneva che fosse un vestito tradizionale somalo e chi invece replicava che si trattasse di una veste imposta "alle mogli dei terroristi". 

I carabinieri del Ros di Milano, diretti dal tenente colonnello Andrea Leo, hanno letto e analizzato migliaia di messaggi su Facebook e Instagram, "selezionando" quelli più pesanti, con minacce di morte, scritti per lo più da profili anonimi. L'indagine ora prosegue per individuarne gli autori.

Silvia Romano, dal rapimento agli insulti

Silvia è stata rapita da una banda locale nel mese di novembre del 2018 nel villaggio di Chamaka, in Kenya, dove si era recata nell'ambito di un progetto di cooperazione. Dopo qualche tempo, si dice intorno a Natale del 2018, è stata venduta o ceduta ai terroristi somali di Al-Shabaab. Secondo alcuni, per liberare la ragazza sarebbe stato pagato un riscatto dai due ai quattro milioni di euro, circostanza smentita dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Nei giorni scorsi, cocci di vetro sono stati lanciati contro un balcone di vicini di casa di Silvia, mentre il deputato leghista Alessandro Pagano, alla Camera, l'ha definita "neo terrorista". Ai suoi amici, su Facebook, la 24enne ha scritto di non arrabbiarsi per difenderla e ha ringraziato tutti coloro che sono stati vicini ai suoi genitori e alla famiglia durante questo terribile anno e mezzo di prigionia.

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