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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

La donna che fa arrestare suo figlio dopo una vita di inferno

Dopo l'ennesima lite e la minaccia di uccidere la donna, il marito e il figlio disabile, lei ha chiesto aiuto ai carabinieri

Dopo anni di sopportazione e di umiliazioni alla fine non ce l'ha più fatta: ha telefonato al '112' e ha chiesto aiuto. Aveva paura che quel figlio di 30 anni che per l'ennesima volta le aveva messo le mani addosso, potesse uccidere lei, il marito e il figlio disabile.

Una storia carica di dolore e sofferenza mai raccontata quella che hanno scoperto i carabinieri della stazione di Carate Brianza che venerdì 15 ottobre, intorno alle 23.30, sono intervenuti su una lite familiare. Quello che i militari hanno scoperto raccogliendo la testimonianza della donna, 59 anni, era ben più grave di una lite familiare particolarmente accesa. Era la punta dell'iceberg di anni di vessazioni che i familiari avevano silenziosamente subito. 

Fino a ieri sera quando il figlio - un uomo di 30 anni disoccupato, con problemi di droga, già noto alle forze dell'ordine - avrebbe scaricato la rabbia per una litigata con la fidanzata contro i genitori e il fratello disabile di 40 anni. In preda all'ira l'uomo avrebbe preso un coltello da cucina con una lama lunga venti centimetri, e avrebbe minacciato la madre, il padre e il fratello.

Un pugno contro la madre e poi, impugnando il coltello avrebbe minacciato di ammazzare tutte e tre. La donna, allora, si è fatta coraggio e ha telefonato al '112'. 

Quando i carabinieri sono arrivati la 59enne era molto agitata: aveva paura che quel figlio potesse fare del male al marito di 63 anni e a quel figlio così fragile. Ma fortunatamente quando i militari sono entrati in casa il giovane si era rifugiato nella sua stanza. Poi è uscito e senza opporre resistenza si è consegnato agli uomini dell'Arma.

Ma quello che i militari hanno scoperto raccogliendo le testimonianze dei genitori è un racconto di una situazione familiare di grave sofferenza e disagio. Una storia di angherie che, come riferito dai militari, proseguirebbe da dieci anni. Purtroppo i genitori sarebbero stati costretti a vivere in una condizioni di sottomissione, obbligati anche a dormire sul divano. Non solo umiliazioni e denigrazioni -  anche nei confronti del fratello con disabilità - ma anche pugni. Una violenza che scaturiva per futili motivi, aggravata dall'assunzione di alcol e droga, che facevano cadere i familiari nel terrore. 

Fino a ieri sera quando la madre, davanti a quella minaccia di morte e a quel coltello in mano, ha deciso di denunciare. Al termine degli accertamenti i carabinieri hanno sequestrato il coltello e hanno arrestato il giovane che è stato trasferito nel carcere di Monza. 


 

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