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Morte Giuseppe Uva, protesta della sorella davanti al tribunale

"La giustizia ha tempo per le Olgettine di Berlusconi e non per indagare sulla morte di mio fratello". La protesta con una maglietta davanti al tribunale

Nè un'inchiesta, nè un processo. Nessun "ricerca" è in corso per fare luce sulla morte di Giuseppe Uva, il 43enne morto in ospedale il 14 giugno del 2008 dopo essere stato fermato e trattenuto in caserma dai carabinieri di Varese.

Una situazione di vuoto e silenzio che non piace alla sorella di Giuseppe, Lucia, che ha dato vita a una protesta davanti al Tribunale di Milano. Una maglietta con la faccia di Ruby sorridente da un lato e quella di Giuseppe da un altro, per mostrare tutto il suo sdegno contro la giustizia alla quale "interessano le Olgettine di Berlusconi, ma non la morte di Giuseppe".

Parole, queste, scritte proprio sulla t shirt indossata dalla donna che indredibilmente, al momento, è l'unica indagata in tutta la vicenda che ruota attorno alla tragica scomparsa di suo fratello. 

 Il 14 giugno scorso, infatti, la Corte d'Appello di Milano ha confermato l'assoluzione dello psichiatra Carlo Fraticelli dall'accusa di omicidio colposo. Assolti, in primo grado, gli altri due medici dell'ospedale di Varese accusati di errori nelle cure e di avere somministrato una dose errata di farmaci a Giuseppe, che era stato ricoverato con trattamento sanitario obbligatorio.

"Per tre volte la Procura generale ha respinto la richiesta di avocazione delle indagini - ha conluso Lucia Uva - Il pm non ha indagato sui carabinieri, ora tutto sta andando in prescizione e il paradosso è che sulla morte di mio fratello non ci sono più inchieste nè processi e io sono l'unica indagata per diffamazione nei confronti del pm". Ma Lucia non ha paura, nè intenzione di fermarmi. "Mio fratello è stato seviziato in quella caserma", ha spiegato la donna in uno scambio di opinioni (pubblicato da Repubblica tv) con i carabineri in servizio al Palazzo di Giustizia di Milano. "Non chiedo altro che verità - ha aggiunto - sono pronta a farmi anche la galera per questo".

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