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Stilista morta, l'ex fidanzato resta libero: inammissibile ricorso in Cassazione del pm

La decisione giovedì. Ora la procura di Milano deciderà se archiviare il caso come suicidio o chiedere un rinvio a giudizio per omicidio

Resta libero Marco Venturi, l'uomo accusato di avere ucciso la stilista Carlotta Benusiglio, ex compagna, trovata impiccata in piazza Napoli a fine maggio 2016. La corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile, giovedì, il ricorso presentato dal pm di Milano Gianfranco Gallo contro la decisione del tribunale del Riesame meneghino. 

La vicenda giudiziaria è piuttosto complessa. Secondo le indagini coordinate dal pm Gallo, l'uomo sarebbe responsabile di atti persecutori e di omicidio della sua ex compagna, che all'epoca della morte aveva 37 anni, con tanto di "messinscena" del suicidio nei giardini di piazza Napoli. Ma, nel mese di aprile del 2020, il gip di Milano aveva negato l'arresto per l'uomo. Il pm si era dunque rivolto al Riesame che, però, aveva confermato la decisione del gip, ritenendo che l'episodio andasse classificato come suicidio.

Di qui il nuovo ricorso del pm, stavolta in Cassazione. Ma il supremo grado di giudizio lo ha ritenuto inammissibile: resta quindi ferma la decisione del Riesame di respingere l'arresto cautelare. A questo punto, la "palla" giudiziaria torna alla procura di Milano, ed in particolare alla pm Francesca Crupi: questa potrebbe archiviare definitivamente l'indagine oppure confermare la tesi accusatoria del suo collega e chiedere un rinvio a giudizio per Venturi.

La ricostruzione della procura

Venturi, secondo la ricostruzione del pm Gianfranco Gallo, è accusato di aver ucciso la fidanzata "per futili motivi, con dolo d’impeto, stringendole al collo una sciarpa oppure il proprio braccio" e quindi strangolandola. Ad aggravare ulteriormente la situazione ci avrebbe poi pensato la "sindrome di Eagle", la patologia rara di cui soffriva Carlotta che colpisce i legamenti del collo, tanto che sarebbe - scrive ancora il pm - "deceduta subito dopo per asfissia meccanica da strangolamento". 

Soltanto a quel punto il fidanzato - sempre stando alle ricostruzioni del procuratori - avrebbe simulato "una impiccagione sospendendo parzialmente" con la sciarpa il cadavere ad un albero nei giardini di piazza Napoli. Quando il corpo era stato ritrovato, infatti, la pista più battuta era stata proprio quella del suicidio, tanto che lo stesso Venturi era stato semplicemente ascoltato come persona informata dei fatti. Con il passare dei mesi, poi, la sua posizione si è aggravata e ora deve rispondere dell'accusa di omicidio. 

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