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Coronavirus, la procura di Milano indaga sulla 'strage dei nonni': documentazione al setaccio

Gli inquirenti stanno passando al setaccio la documentazione delle case di riposo. La situazione

La procura di Milano sta indagando sulla "strage dei nonni". L'obiettivo è uno solo: fare luce sui contagi da coronavirus nelle residenze sanitarie assistenziali del Milanese in cui decine di ospiti sono morti e diversi operatori si sono ammalati; per il momento non c'è una cifra ben definita e purtroppo la situazione si evolve con il passare delle ore. Gli inquirenti, guidati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, stanno lavorando acquisendo il materiale: cartelle cliniche, documenti, testimonianze e segnalazioni. Tutti files che saranno utili per ricostruire cos'è successo.

Sui tavoli della procura ci sono diversi fascicoli aperti, tra questi alcuni sono per diffusione di epidemia colposa, altri per reati in materia di sicurezza sul lavoro. Il lavoro degli inquirenti è scattato dopo le denunce di diversi operatori, ma anche in seguito a denunce di familiari. Gli accertamenti, come spiegato dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano riguardano diverse case di riposo, "Compreso il Trivulzio, e la don Gnocchi, la Casa famiglia ad Affori, la Sacra famiglia di Cesano Boscone, la Casa di riposo del Corvetto".

E sulla Baggina ha acceso i fari anche il Ministero: "Sul Trivulzio ho aperto una pratica interna, attendo una valutazione dei Nas e una risposta da parte della Regione Lombardia. Voglio anche consultarmi con il ministro Speranza, credo che un'ispezione sia utile", ha detto il viceministro alla Sanità, Pierpaolo Sileri.

Le indagini, tuttavia, non sono semplici da gestire, soprattutto a causa dell'emergenza sanitaria che sta sconvolgendo la Lombardia.

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