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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Saronno, il medico e l'infermiera: uccidere per "punire" le vittime

Anche un carabiniere indagato: aveva ricevuto due segnalazioni ma non avrebbe fatto nulla

In ospedale tira una brutta aria. Il prevosto di Saronno, don Armando Cattaneo, ha distribuito ai fedeli una lettera in cui invita a non fare di tutta erba un fascio. Se c'è stato bisogno di questo, significa che davvero i saronnesi non si fidano più del loro nosocomio. E come dar loro torto? Di fronte a due persone, non una ma due, che potevano agire indisturbate e decidevano la vita e la morte di un paziente, di fronte alla sostanziale assoluzione da parte dei colleghi riuniti per valutare l'anestesista, come dar torto alle decine di persone che disdicono le prenotazioni per le visite, anche le più banali, oppure preferiscono rivolgersi ad altri ospedali se hanno bisogno del pronto soccorso?

I medici, comprensibilmente dal loro punto di vista, tentano di difendersi: affermano che non conoscevano il "protocollo Cazzaniga" e che l'ospedale è e resta un sicuro punto di riferimento per la comunità, ma è altrettanto comprensibile che un paziente in attesa di essere operato chieda all'anestesista se anche lui è come Cazzaniga. Ci vorrà tempo: un ospedale è oggi sotto i riflettori non solo perché Cazzaniga e Taroni facevano quel che è emerso, ma anche perché dall'interno sarebbero stati "protetti", o almeno questa è l'accusa. La fiducia si riconquista lentamente. 

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