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Sabato, 20 Aprile 2024
Cronaca

Morti al Trivulzio per covid, il gip: "No all'archiviazione"

La richiesta di archiviazione dell'inchiesta sugli anziani morti al Pat non è stata accolta

No all'archiviazione dell'inchiesta sulle morti di numerosi anziani al Pio Albergo Trivulzio durante la prima ondata del covid-19 nel 2020. A deciderlo la giudice per l'indagine preliminare di Milano, Alessandra Cecchelli, la quale ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dai pm.

I pubblici ministeri avevano chiesto l'archiviazione del Pat e del suo direttore generale, Giuseppe Calicchio, indagato per omicidio e epidemia colposi e violazione delle regole sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma il gip non ha accolto la richiesta e ha disposto una perizia nel contradditorio tra le parti.

Ad opporsi all'archiviazione era stata anche l'associazione Felicita, che raccoglie i familiari degli anziani, è presieduta da Alessandro Azzoni e rappresentata dagli avvocati Luigi Santangelo e Luca Santa Maria. "Accogliamo con favore la decisione del Gip che ha rigettato la richiesta di archiviazione per le indagini relative ai fatti avvenuti all'interno del Pio Albergo Trivulzio durante la pandemia", ha scritto l'associazione in una nota.

 "Le 16 pagine di motivazioni sono un duro richiamo alla Procura anche e soprattutto rispetto ad alcune valutazioni da essa espresse per motivare l'archiviazione - ha continuato Felicita facendo riferimento alla decisione del giudice Alessandra Cecchelli -. È importante che il Gip abbia disposto il supplemento delle indagini anche attraverso una perizia nel contradditorio delle parti. Questa sera siamo più sereni e fiduciosi che giustizia possa essere fatta".

La richiesta di archiviazione

Secondo i pm di Milano Mauro Clerici e Francesco De Tommasi, titolari dell'inchiesta, non era stato possibile tracciare il percorso dell'infezione da covid "dall'ingresso nella struttura alla diffusione nei diversi reparti". Di qui la richiesta di archiviazione. E quanto all'ex direttore generale Giuseppe Calicchio, per i magistrati mancava il nesso causale tra i suoi comportamenti e decisioni e la diffusione del virus (e i decessi). Per la responsabilità del Trivulzio come ente, occorreva dimostrare che i reati fossero riconducibili "alla responsabilità dei vertici" e commessi "a vantaggio dell'ente stesso". 

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