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(foto di Antonio Ciccarini – © Archivio Storico Gardella)

(foto di Antonio Ciccarini – © Archivio Storico Gardella)

Milano, morto l'architetto Jacopo Gardella: col padre cambiò Milano, dai musei all'Esselunga

A dirgli addio, ringraziandolo, importanti istituzioni come il Padiglione d'arte contemporanea e la Galleria d'arte moderna

È morto a 85 anni Jacopo Gardella, l'architetto milanese che con il padre Ignazio diede vita a importanti progetti in città. La scomparsa risale ai giorni scorsi ma la famiglia l'ha annunciata solo ora, dopo i funerali celebrati in privato nella basilica di San Nazaro in Brolo. 

Chi era l'architetto Jacopo Gardella

Classe '35, nato a Milano, Gardella si laureò in architettura al Politecnico nel '60, per poi iniziare la pratica professionale nello studio del padre Ignazio, con il quale collaborò per diversi lavori, dalla nuova stazione dei treni di Lambrate all'ampliamento dell'Università Bocconi, dalla ricostruzione del Pac (Padiglione d'Arte Contemporanea) al Tribunale Civile di Milano, passando anche per i supermercati Esselunga. 

Gardella lavorò a diversi progetti in Italia - come il concorso per la ricostruzione del Teatro La Fenice di Venezia e la progettazione del restauro del Teatro Gioachino Rossini di Pesaro - e all'estero, partecipando al concorso internazionale di idee per l'ampliamento del Museo del Prado di Madri.

L'architetto fu anche docente universitario, dando lezioni di architettura a Milano, Torino, Venezia, Pescara e Camerino. Dal 2002 al 2009 fu incaricato del laboratorio di architettura degli interni alla facoltà di architettura di Milano. Risale al 2019 la mostra antologica sull'opera di Ignazio e Jacopo Gardella organizzata dal Pac di Milano.

L'addio dei musei milanesi

"Addio a Jacopo Gardella, l'architetto che insieme al padre Ignazio (scomparso nel 1999) aveva riprogettato il Pac dopo l'attentato del 1993 - si legge sul profilo Facebook del museo -. Riservato e discreto, nel 2014 dopo qualche insistenza aveva accettato di guidare una visita speciale dentro il Pac completamente vuoto, durante la quale con passione aveva raccontato al pubblico le sfide e il senso della realizzazione di uno spazio per l’arte nel contesto degli anni Cinquanta, fino al dilemma della ricostruzione".

"L'amore per questo edificio - continua il Pac - si coglieva ad ogni passo e in ogni parola, mentre i visitatori attenti lo seguivano nelle grandi sale e lungo la vetrata luminosa, e lui li invitava ad osservare le qualità uniche di un edificio pensato per accogliere l'arte, senza rubarle la scena, in dialogo perenne con la natura. Lo stesso amore che il pubblico del Pac ci restituisce ogni volta che visita questo luogo".

"Per Jacopo Gardella - ha scritto invece la Gam sui social -. Buon viaggio architetto. E grazie per il tempo che ci hai dedicato e la passione che ci hai trasmesso".

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