Magnago, uccise la ex fidanzata a coltellate: killer condannato a 16 anni si suicida in cella

Si è tolto la vita Arturo Saraceno, condannato a 16 anni per l'omicidio di Deborah Fuso

Arturo Saraceno - Foto da Facebook

È stato trovato morto nel carcere di Rossano - in Calabria -, Arturo Saraceno, il 35enne che era stato condannato a sedici anni per aver ucciso la sua ex fidanzata Deborah Fuso, venticinque anni, nella casa in cui vivevano insieme a Magnago. 

Saraceno, stando a quanto reso noto dal suo legale, si sarebbe tolto la vita con la cintura dell'accappatoio nella sua cella. Lui stesso aveva chiesto di essere trasferito dal penitenziario di Busto a Cosenza per ricevere le visite dei suoi familiari, che vivono in Calabria. Proprio il legale ha chiesto di "far luce sull'accaduto, dato che avrebbe dovuto essere piantonato a causa dei pregressi tentativi di suicidio".

L'omicidio a Magnago: ex uccisa a coltellate

Il 35enne era stato arrestato il 17 maggio del 2016 a Magnago. Quel giorno lui e la ex si erano dati appuntamento nella casa di via Cardinal Ferrari dove convivevano da qualche anno, anche se Deborah aveva da poco deciso di troncare la relazione e tornare a casa dei genitori, a Lonate Pozzolo.

L'incontro si era trasformato subito in un violento litigio, durante il quale Saraceno aveva sferrato diverse coltellate alla ragazza per poi cercare di togliersi la vita, sempre a colpi di coltello. Una vicina di casa - sentendo le urla - aveva chiamato i soccorsi, ma i medici non avevano potuto fare nulla per salvare la vita della ragazza. 

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Interrogato dopo essere stato dimesso dall'ospedale, Saraceno aveva confessato il delitto e aveva spiegato agli investigatori che gli era "partito un embolo" in occasione dell'ennesimo litigio tra i due.
 

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