Cronaca Brera / Via Marco Formentini

"Tuo fratello è morto". Ma era un clochard. Milanese chiede i danni

E' pronto a citare in giudizio il comune di Milano: i vigili gli avevano assicurato che l'uomo trovato morto a Brera nel 2013 era suo fratello. Che invece è detenuto nel carcere di Sanremo

Presto inizierà il processo

Sepolto con tanto di funerali. Peccato che il morto non fosse colui al quale le forze dell'ordine avevano attribuito il cadavere. Ora il fratello del "vivo e vegeto" chiede 200 mila euro di danni al comune di Milano. Ci ha già provato "bonariamente" a luglio 2015 ma senza successo, ed è pronto a portare in tribunale il caso.

Tutto inizia nel 2013, a gennaio, quando viene trovato morto un uomo senza documenti nel quartiere di Brera. I vigili urbani confrontano le impronte digitali e identificano il cadavere in quello di Alviero Polacco, 70 anni, residente nel quartiere. Contattano il fratello Roberto e glielo comunicano. Roberto, in fase di riconosciumento, ha qualche dubbio, ma le impronte - gli spiegano i vigili - parlano chiaro. I due fratelli, per la cronaca, non si vedevano da parecchi anni. 

Di qui il funerale e poi il trasferimento nel cimitero ebraico di Milano. A settembre 2014, dal carcere di Sanremo, Roberto Polacco riceve un telegramma: la direzione gli chiede ragguagli sulla posizione pensionistica di Alviero Polacco, suo fratello, detenuto in quel penitenziario. Roberto ha un sobbalzo. Approfondisce la richiesta e scopre che il fratello è effettivamente vivo, detenuto per un furto di un quadro.

E il cadavere trovato a Brera? Molto probabilmente di un senzatetto, anche se a questo punto è difficile stabilirlo con precisione.

Nel frattempo, Roberto ha perso il lavoro. Si occupava di pulizie nella Sinagoga milanese ma, in seguito al "clamore" per la morte del frattello, gli è stato tolto l'appalto. Così ora è pronto a chiedere i danni (morali e materiali) a Palazzo Marino.

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