Cronaca

È morto Vittorio Fusari, addio al rinomato chef

Lo chef è morto a 66 anni a causa di un malore. A Milano una delle sue ultime esperienze

Mondo della cucina in lutto. Mercoledì 1 gennaio, all'età di sessantasei anni, è morto Vittorio Fusari, rinomato chef bresciano. Il cuoco lombardo, che aveva collezionato esperienze tra Brescia, Bergamo e Milano, si è spento dopo che le sue condizioni di salute si sono improvvisamente aggravate a seguito di un ricovero.

Nato l'11 febbraio del 1953 a Iseo, Fusari aveva iniziato a lavorare proprio a casa sua nel 1981 con il suo locale "Il Volto". Sei anni dopo si era invece trasferito a "Le maschere", prima di tornare dalla sua prima creatura nel 1995. Nel 2007 era approdato alla "Dispensa pani e sapori" in Franciacorta e nel 2015 aveva preso la guida della cucina del "Pont de ferr", l'osteria milanese sui Navigli che conta oltre trenta anni di storia. Nel 2017 si era infine spostato a Bergamo, a "Il Balzer", per stare più vicino a sua moglie e suo figlio.

“Il mio lavoro è anche al di fuori delle cucine - diceva lui stesso parlando della sua filosofia -. Tramandare la sapienza millenaria della gastronomia italiana è la mia vita. Perché il buon mangiare avvicina le persone, aiuta a trovare punti di vista comuni, aiuta ad essere felici”.

Tra i primi a ricordarlo, con una foto che li ritrae insieme, lo chef Iginio Massari. "I miei pensieri corrono ai momenti di felicità condivisa - ha scritto su Instagram -. Ciao amico Vittorio".

"Non vi ho lasciati, avete in eredità le mie ricette che raccontano le mie idee", è invece il messaggio apparso sul profilo ufficiale di Fusari come in una sorta di testamento. "Copiatele - l'invito - e fatele vivere costruendo attraverso il cibo un mondo migliore". ?

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