Morto a 88 anni il grande designer Enzo Mari. Boeri: "Te ne vai da gigante"

L'artista si è spento nelle scorse ore. Era padre dello scrittore e professore in UniMi Michele Mari

Si è spento nelle scorse ore, a 88 anni, il designer Enzo Mari. E' l'architetto milanese Stefano Boeri il primo a darne notizia e a salutarlo: "Ciao Enzo, te ne vai da gigante". Cinque volte Compasso d'oro, è unanimemente conosciuto come uno dei più grandi teorici del design italiano e mondiale. Formatosi all'Accademia di Brera, era nato a Cerano, nel Novarese, nel 1932, ma ha sempre vissuto a Milano. Le sue opere sono esposte nei principali musei di arte e design del mondo, tra cui, per esempio, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, o il Museum of Modern Art di New York o il Triennale Design Museum di Milano.

Oltre 1.500 oggetti hanno una linea pensata da Mari, e sono stati realizzati e venduti dalle le maggiori aziende italiane di arredamento e oggettistica, come Rexite, Driade, Alessi, Danese, Artemide, Olivetti, Ideal Standard o Flou.

Considerato uno dei più innovativi disegnatori della seconda metà del Novecento, ha influenzato profondamente il lavoro dei suoi contemporanei, in Italia e all’estero. La sua ricerca teoretica, ancor più che i prodotti da lui studiati, ha lasciato un segno importante nel design industriale nel secolo scorso.

Mari era sposato con Gabriela Ferrario, anch'ella designer e scomparsa nel 2014 ed era padre di Michele e Agostina; Michele è professore in Statale e scrittore.

Sin dagli anni Cinquanta partecipa alle avanguardie artistiche milanesi, entrando a far parte prima del gruppo dell’Arte Cinetica, dove ha modo di conoscere Bruno Munari che avrà forte influenza su alcuni dei suoi lavori, e poi del gruppo dell’Arte Programmata, il cui slogan “il nostro scopo è fare di te un partner”, influenzerà il concetto di autoproduzione, uno dei filoni più innovativi esplorati dal designer. Nel 1963 diventa coordinatore del Gruppo Nuova Tendenza e organizza l’esposizione del gruppo alla Biennale di Zagabria del 1965. Dal 1963 al 1966 ha una prima esperienza come docente presso la Scuola Umanitaria di Milano, esperienza che continuerà sino agli anni 2000 in numerose altre scuole, tra cui il Politecnico di Milano e l’Università di Parma.

Nel 1971 partecipa con un intervento critico alla mostra Italy: the New Domestic Landscape al MOMA di New York, insieme ad altri grandi del design quali Vico Magistretti, Ettore Sottsass, De Pas - D’Urbino - Lomazzi. È stato cinque volte vincitore del Compasso d’Oro, tra cui l’ultimo alla carriera nel 2011. Alla sua lunga produzione di oggetti (dai vasi alle sedie, dalle librerie alle ciotole, con Danese, Driade, Zanotta), Enzo Mari affianca sempre una costante attività artistica con mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere sono esposte in diversi musei d’Arte contemporanea (Roma, Stoccolma, Amsterdam, New York). Partecipa a molte Biennali (Venezia, Zagabria) e alla Triennale di Milano. Uno dei suoi libri più famosi è ‘25 modi per piantare un chiodo’ (2011), importante riflessione professionale sullo sfondo del design italiano del ‘900. È stato Presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale dal 1976 al 1979. Enzo Mari dedica la sua carriera professionale all’industrial design, collaborando con molte industrie in svariati settori (design del prodotto, grafica, editoria e allestimento di mostre), e rivestendo un ruolo di primo piano nel panorama del design italiano, diviene non solo l’artefice di oggetti belli e di forme nuove e accattivanti, ma anche l’attento interprete dell’aspetto funzionale del prodotto. 

Il suo archivio donato al Comune di Milano

Solo qualche mese fa, il Comune di Milano aveva approvato la delibera di accettazione della donazione del suo immenso e preziosissimo archivio, facendo così entrare nel patrimonio civico di Milano il complesso archivistico che raccoglie tutta la sua attività dal 1952 al 2015.

L’archivio, il cui valore è stato stimato in mezzo milione di euro, è articolato in circa 1.500 progetti e consiste tra l’altro in documentazione tecnica, modellini, prototipi, lucidi, disegni, disegni tecnici, prove di stampa, manifesti, opere d’arte, multipli d’arte, campioni di produzione, l’archivio fotografico, libri e cataloghi, di Enzo Mari e su Enzo Mari.

Enzo Mari ha voluto donarlo al Comune di Milano affinché fosse riordinato, conservato, catalogato e messo a disposizione del pubblico all’interno delle collezioni archivistiche del CASVA | Centro di Alti Sudi sulle Arti Visive, che si arricchiscono così di un nuovo importante contributo, oltre molti prestigiosi altri tra cui quelli di Luciano Baldessari, Roberto Sambonet, Studio DDL (Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi) e Vittorio Gregotti, per cui il CASVA si configura già come un centro di rilevanza europea per lo studio dell’architettura, dell’arte e del design del Novecento.

La mostra in Triennale

Ed è stata recentissima un'esposizione a lui dedicata in Triennale a Milano. Parte del fondo acquisito, infatti, è stato già esposto al pubblico nella mostra “Enzo Mari curated by Hans Ulrich Obrist” che Triennale Milano gli ha dedicato in occasione della prossima Milano Artweek 2020, con la curatela storica di Francesca Giacomelli e la direzione artistica di Lorenza Baroncelli. E' stato quindi possibile ammirare progetti, modelli, disegni e materiali di archivio, alcuni dei quali provenienti appunto dall’archivio donato al Comune di Milano, che documentano oltre 60 anni dell’attività di Mari, insieme agli interventi di una serie di artisti e progettisti di fama internazionale invitati dal curatore a rendere omaggio al lavoro e alla figura di Enzo Mari.

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