Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

In moto sotto un tram: è morto Matteo Mevio, il pizzaiolo si è spento dopo dieci giorni di coma

L'incidente era avvenuto la notte del 21 ottobre scorso. In tanti hanno lottato al suo fianco

Matteo Mevio

Ha lottato per dieci giorni. Per dieci, interminabili, lunghissimi, giorni il suo fisico non ha voluto arrendersi a quello che sembrava un finale scontato. Per dieci notti e dieci mattine è rimasto in piedi sul ring della vita, con tutti i suoi amici a fare il tifo per lui, a invitarlo a tenere la guardia alta. Poi, però, domenica sera ha dovuto arrendersi anche lui. 

È morto Matteo Mevio, il pizzaiolo ventottenne di Tirano che nella notte tra il venti e il ventuno ottobre era rimasto vittima di un tragico incidente in moto in via Bergamo, a due passi dalla sua pizzeria “Marghe”. Il giovane aveva perso il controllo della sua Suzuki mille ed era volato sotto un tram della linea 16. Era andato in arresto cardiaco e il suo cervello era rimasto a lungo senza ossigeno. Eppure, in condizioni critiche, il cuore di Matteo aveva ricominciato a battere al Policlinico e per dieci giorni aveva convinto tutti che avrebbe vinto anche questo “match”. 

Fino a domenica sera centinaia di amici si sono alternati all’ospedale milanese per stare vicino a mamma Antonella. Su Facebook, amici, clienti, i ragazzi dello Zoo di 105, alcuni ex calciatori lo hanno invitato costantemente a non mollare. I “fratelli”, così lo chiamavano i suoi amici più stretti, hanno ricordato giorno dopo giorno i suoi capolavori, le sue esperienze da Gino Sorbillo - anche lui gli aveva dedicato un bel post -, i suoi incontri di pugilato e il suo amore per la vita, con quella frase “Vivere di passioni è non morire mai” che per Matteo era un mantra

Per lui, per la sua battaglia - in un incredibile fiume di vicinanza e solidarietà - si erano mosse anche diverse Curve italiane. Su tutte, la Curva Sud Milano, che aveva dedicato uno striscione a Matteo, appassionato tifoso rossonero. Gli stessi striscioni si erano poi visti ad Avellino, una sorta di città adottiva per Matteo, a Brescia, a Cesena e nel settore più caldo dell’hockey Milano. 

Poi, domenica sera, ogni speranza si è interrotta. “Nostro fratello si è spento”, ha scritto uno dei suoi amici. 

“Ciao Teo.. ora lassù, le tue pizze - il ricordo del suo locale Marghe - potranno dire di essere davvero in Paradiso”. 
 

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