Cronaca

La "Bestia" si porta via Nanni Anselmi, anima di 'Slanciamoci': "Ma alimenti sempre l'energia per vivere"

Da un decennio malato di Sclerosi laterale amiotrofica, aveva creato una seguitissima festa rock che ogni anno raccoglie decine di migliaia di euro per la ricerca contro la Sla

Nanni con i giovani di Slanciamoci

"Ad un certo momento della mia vita, ho incontrato la Bestia. Tra me e lei esiste una sorta di rispetto reciproco: io rispetto il fatto che continui inesorabilmente a fare il suo sporco lavoro di Bestia. Lei invece mi rispetta perché sa che di fronte a lei, io non cedo di un millimetro".

Sono le parole di Nanni Anselmi, che si è spento qualche ora fa al Policlinico di Milano, dopo un repentino peggioramento delle sue condizioni fisiche. 61 anni, editore. Nel 2005, scoprì di essere malato di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica): "Piccoli problemi alle mani. Non riuscivo ad afferrare le chiavi di casa, la racchetta da tennis, le stringhe delle scarpe. All’inizio ho sottovalutato, come forse tutti. Ma poi ho cominciato a fare i primi controlli. Dopo pochi mesi i medici mi hanno diagnosticato la malattia", disse all'epoca dell'Ice Bucket Challenge in un'intervista a Vanity Fair.

Era una persona conosciutissima a Milano per l'impegno sociale e politico. Era l'ex presidente del movimento Milano Civica, la lista civica creata a sostegno del sindaco uscente Giuliano Pisapia. Quest'anno, per le primarie, era stato piuttosto critico con la candidatura a sindaco di Beppe Sala, spingendo per l'ex magistrato Gherardo Colombo. "Porterò sempre con me il ricordo di Nanni Anselmi. La sua appassionata intelligenza politica ha arricchito ?Milano? e la Lombardia. Il suo esempio di vita è stato una lezione", lo ricorda Umberto Ambrosoli (consigliere regionale Patto civico). 

Ma era l'instancabile entusiasmo nel cercare fondi per la ricerca, nonostante la malattia, a renderlo un stella ancor più lucente in città. Anselmi, infatti, era anima e demiurgo della festa "Slanciamoci", un evento benefico rock all'Alcatraz che dal 2010 ogni anno raccoglie migliaia di euro per sodalizi che combattono questa patologia invalidante e sostengono chi ne è colpito. "Ho incontrato la Bestia 10 anni fa e non si è mai dato per vinto - scrive l'associazione organizzatrice -. Con l'iniziativa di "Slanciamoci" e il lavoro degli amici che gli si sono stretti attorno, ha raccolto in pochi anni più di 300mila euro trovando la forza di “aiutare chi lo aiuta”, sostenendo in modo concreto la ricerca e la cura contro la Sla e portando la bandiera della causa anche per chi, non ne ha avuto la possibilità per farlo".

"Nanni ha regalato a Milano una occasione unica per ritrovarsi, per festeggiare e per ascoltare della grande musica: la nostra musica. Grazie al suo e al vostro entusiasmo la Festa Rock si è trasformata negli anni in un corale inno alla vita e a alla celebrazione di tutto ciò per cui vale la pena di viverla", prosegue l'associazione.

"Ci ha lasciato ascoltando Jimi Hendrix e i Guns & Roses: il volume nel reparto era troppo alto, come sempre. Lo 'Slancio' di Nanni e' uno stimolo a rispettare e a coltivare le proprie passioni, a utilizzarle come fari per orientarsi nel buio delle avversità e se necessario a combattere a testa alta, fino alla fine; a non esitare mai davanti alle difficoltà della vita ma piuttosto a ritrovarsi “massicci e incazzati” per cercare di superarle insieme", conclude il gruppo nella commozione.

"La bastarda sembrerebbe aver vinto ancora. Ancora una volta. Ma quella luce negli occhi di Nanni, quella luce singolarissima che tanto affascinava chi con lui condivideva gli entusiasmi per le passioni che lo accompagnavano da una vita: la politica, la filosofia, la musica rock, Tex, il Milan, la bellezza muliebre, il lavoro a testa bassa... la vita... Ecco, quella luce, beffardamente ironica fino all’ultimo, che ha contribuito a illuminare anche Nemo, ad aprire una finestra di speranza contro la bastarda. Come sostenitore, come amico, come testimone, come “portatore di entusiasmo” ci ha lasciato un'importante eredità, capace di dar senso anche alla morte. Perfino alla morte: “La prima cura è in noi stessi. Dobbiamo trovare la forza, dentro di noi, assieme a chi ci sta vicino, per superare i momenti bui e alimentare l'energia per vivere”", chiosa in una nota il Centro clinico Nemo, ente milanese di eccellenza per la cura delle distrofie sostenuto negli anni da Anselmi.

Il funerale sarà venerdì 10 giugno alle 14.15 nella basilica di Sant'Eustorgio (corso di Porta Ticinese).

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