Cronaca

Ha un tumore benigno: morto dopo l'asportazione totale. Due medici a processo

Il caso a Milano. I professionisti rispondono di omicidio colposo in seguito ad un esposto anonimo

Il Fatebenefratelli

Decisero di effettuare l'asportazione totale di un tumore benigno alla testa, ma l'operazione non andò bene e il paziente, un ragazzo di 26 anni da poco a Milano, morì dopo altre due operazioni successive. Ora - riferisce Il Giorno - due medici del Fatebenefratelli sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo. La vicenda risale a sei anni fa ed è emersa per via di una denuncia anonima presentata alla procura di Milano, a sua volta rimasta lettera morta per qualche tempo finché nel 2015 non venne affidata a un magistrato.

I consulenti della procura non paventano soltanto il dubbio che l'adenoma dell'ipofisi che aveva colpito Shkider Rohim, originario del Bangladesh, avrebbe potuto essere trattato più opportunamente con farmaci o un'asportazione parziale, ma anche che il consenso non sia stato raccolto dal paziente in modo sufficientemente informato: sembra in particolare che il 26enne non parlasse né italiano né inglese, dunque non potesse comprendere il testo che gli era stato sottoposto. 

Il processo riguarda il primario della Neurochirurgia ed un suo collaboratore. Che dovranno chiarire ai giudici anche se le complicazioni siano state messe in conto oppure no. 

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