Accoltellato al cuore sul tram, ragazzo di 18 anni morto dopo due settimane di agonia

Il ragazzo si è spento giovedì sera all'ospedale di Rozzano dove si trovava ricoverato dalla sera del 3 luglio. Il suo presunto assassino, 21 anni, puntava a diventare capo di Ms13

La vittima - Foto da Facebook

Da quella drammatica sera non aveva più aperto gli occhi. Da quando quelle quattro coltellate gli avevano perforato il petto e il cuore non era mai più uscito dal coma. Non aveva mai più ripreso conoscenza, nonostante i disperati tentativi dei medici. 

È morto giovedì sera, dopo dodici giorni di agonia, Albert Dreni, il ragazzo albanese di diciotto anni colpito da quattro coltellate al cuore il 3 luglio scorso mentre si trovava sul tram 15 in via Teulliè. Le sue condizioni erano apparse da subito disperate e il ricovero all’ospedale Humanitas di Rozzano è servito a poco. Dopo l’operazione, d’urgenza, i medici avevano indotto il diciottenne in uno stato di coma farmacologico, dal quale la vittima non si è mai più svegliata. 

VIDEO | La rissa e le coltellate al cuore sul tram 15

foto video accoltelalto tram-2

A sferrare quelle coltellate, secondo quanto ricostruito dagli agenti della questura di Milano, sarebbe stato Mauricio Arturo Sanchez Soriano, ventunenne salvadoregno detto "Peludo”, arrestato per il reato di tentato omicidio che dovrebbe trasformarsi ora in omicidio volontario. Il ragazzo, fermato pochi giorni dopo la tragedia, sarebbe un membro della Ms13 - nota gang di latinos - e quella sera sarebbe uscito di casa armato per mostrare ai capi della banda di essere pronto a prendere il comando del gruppo. Nella sua folle sete di sangue è finito proprio Albert - incensurato -, colpito al cuore sul tram 15, dopo una rissa che aveva coinvolto il “Peludo”, i suoi amici e un gruppo di giovani estranei alle gang sudamericane, soprattutto un ragazzo che la vittima aveva provato a difendere. 

Qualche minuto prima dell’omicidio, un’altra rissa - che avrebbe visto protagonista anche Sanchez - era avvenuta in via Castelbarco, a pochi passi dal locale Lime Light, ritrovo - soprattutto la domenica - di sudamericani. Ad avere la peggio, in quel caso, era stato un ventiduenne salvadoregno, colpito - secondo gli inquirenti - con una coltellata alla gola dal ventenne Omar Antonio Velasquez, detto "Chukino”, anche lui arrestato e anche lui membro della Ms13. Il ragazzo, dopo un ricovero d’urgenza, era migliorato e si è salvato. 

Albert, quel ragazzo nato a Durazzo ma italiano a tutti gli effetti, invece non ce l’ha fatta. Ucciso dalla voglia di un ragazzo di quattro anni più grande di lui di diventare il numero uno della sua gang. 

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