Morto a Milano Giorgio Squinzi, ex presidente di Confindustria e patron del Sassuolo

Aveva 76 anni. Era malato da tempo

Squinzi

Si è spento in serata a Milano, a 76 anni, attorniato dai propri cari, Giorgio Squinzi, ex presidente di Confindustria. Grande appassionato di sport, era un tifoso milanista. 

Squinzi da qualche settimana era ricoverato al San Raffaele di Milano. Nonostante fosse malato da tempo, anche se provato fisicamente, negli ultimi mesi non aveva mancato le uscite pubbliche e aveva lavorato fino all'ultimo. Lascia la moglie Adriana Spazzoli e i figli Marco e Veronica.

Chi era e la carriera: il colosso Mapei, 2,5 miliardi di fatturato

Bergamasco, nato nel 1943, si era laureato in Chimica alla Statale di Milano nel 1969. Aveva seguito le orme del padre. Rodolfo Squinzi, infatti, fondò Mapei (Materiali Ausiliari Per Edilizia e Industria) nel 1937. La prima sede di via Cafiero, a Milano, oggi ospita il Centro di Ricerca e Sviluppo più importante del gruppo.

Le prime grandi applicazioni nell'ambito della posta delle piastrelle ceramiche hanno riguardato la posa su pannelli di calcestruzzo prefabbricato e hanno rappresentato un punto di svolta e un'accelerazione nella crescita di Mapei. Un altro importante passo avanti ha riguardato la prima fase di internazionalizzazione con le esportazioni di prodotti in paesi come Svizzera, Francia e Americhe.

Nel 1984, dopo la morte del fondatore Rodolfo, Giorgio prese le redini dell'azienda. La seconda metà degli anni '90 vede un altro passaggio storico: entrarono in azienda i figli Marco e Veronica. Il loro ingresso segnò un nuovo importante capitolo nella storia dell'azienda, che rinnovava così i suoi impegni nei settori chiave del gruppo: R&S e Internazionalizzazione. Insieme alla famiglia oggi ci sono i manager dell'azienda, impegnati in tutti i luoghi in cui è presente Mapei e accanto ad essi un team che gestisce le attività del gruppo. Nel 2018, Mapei ha fatto segnare un fatturato di 2,5 miliardi di euro, con oltre 10mila dipendenti nel mondo. In tutti questi decenni, non ha mai chiuso un bilancio in perdita, reinvestendo sempre i dividendi. Squinzi, ripeteva spesso con orgoglio, non "aveva mai licenziato nessuno". Un'impresa lombarda schietta e genuina, partita dal nulla e diventata una potenza globale senza dimenticare la "testa bassa" delle origini e le radici. Non credeva nel mercati: la Mapei non venne mai quotata. 

Le capacità imprenditoriali - fu insignito commendatore - gli valsero per 12 anni la vicepresidenza degli industriali con delega alla ricerca e all'innovazione. Il 22 marzo 2012 venne designato presidente di Confindustria fino al 25 maggio 2016. È stato, inoltre, presidente di Federchimica e vicepresidente di Assolombarda. Ebbe anche numerosi ruoli in organismi internazionali: era poliglotta e aveva costruito salde relazioni in molti Paesi. Legatissimo alla "sua" Milano, ricevette l'Ambrogino d'oro nel 1996 dall'allora sindaco Formentini. Fu anche tra i sostenitori del Teatro alla Scala.

La grande passione per lo sport: Sassuolo e Mapei-Quick Step

Tifoso rossonero, seguiva anche con grande fervore il ciclismo, sport praticato dal padre. Per un decennio la sua azienda, infatti, sponsorizzò la Mapei-Quick Step, formazione che ebbe tra le proprie fila campioni del calibro di Tony Rominger, Pavel Tonkov e Paolo Bettini, assoluti numeri uno del ciclismo su strada negli anni Novanta. Ma nauseato da un mondo continuamente subissato da vicende di doping, così lontane dai suoi principi e dai suoi valori, poi puntò sul pallone.

Il calcio non è mai stato dimenticato. Agli inizi degli anni Duemila comprò il Sassuolo, squadra oggi di serie A di cui era ancora proprietario prima del decesso. Con i neroverdi venne compiuto un vero e proprio miracolo sportivo: in un crescendo di stagioni sempre più entusiasmanti, i modenesi passarono dalla C2 alla A, arrivando, 4 anni fa, a qualificarsi addirittura per l'Europa League. Ora il Sassuolo è stabilmente tra le squadre nella prima metà della classifica del massimo campionato italiano. Non solo: come i grandi club europei, è nel novero delle pochissime squadre tricolori, a partire dalla Juventus, che hanno uno stadio di proprietà, quello di Reggio Emilia, il Mapei Stadium.

"L'Italia e il mondo perdono un grande imprenditore"

"L'ho saputo da pochi minuti, sono scosso e devo riordinare le idee. Non riesco a parlare". Così all'agenzia Adnkronos, Carlo Rossi, presidente del Sassuolo piange la scomparsa di Giorgio Squinzi, patron del club emiliano. "Giorgio Squinzi non c'è più. L'Italia e l'Europa perdono un grande imprenditore,un visionario che ha esportato nel mondo il nostro saper fare. Ho condiviso con lui tante battaglie per difendere l'industria.Ciao Giorgio,ci mancherai! Riposa in pace fra le braccia del Signore". Lo scrive su Twitter il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani. 

Il Comune di Sassuolo proclamerà una giornata di lutto cittadino in concomitanza con il funerale di Giorgio Squinzi. Lo ha annunciato lo stesso Comune. "Sassuolo - ha scritto in un breve messaggio sulle sue pagine - perde un amico, un sostenitore, un grande uomo prima ancora che un grande imprenditore".

Il cordoglio della Serie A

Anche la Lega Serie A si unisce al cordoglio per la scomparsa di Squinzi. "Il presidente Gaetano Miccichè, anche a nome dell'Amministratore Delegato Luigi De Siervo e di tutte le società della Lega Serie A - fa sapere in una nota -, esprime le più sentite condoglianze ai famigliari e a tutto il Sassuolo Calcio per la scomparsa di Giorgio Squinzi, patron del club neroverde che grazie a lui ha saputo affermarsi in Serie A rappresentando al meglio i valori dello sport".

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