Umberto, l'ex calciatore morto: "Non fiori, ma donazioni ai medici che l'hanno curato"

Umberto Riboni, ingegnere ed ex calciatore, è morto sabato. L'ultimo saluto della moglie

Umberto in una foto pubblicata dalla Virtus Bascapè

Si è spento sabato, dopo aver lottato per oltre un anno contro la malattia che lo ha strappato all'affetto dei suoi cari. Umberto Riboni, ingegnere di trentatré anni, sposato e papà di un bimbo di un anno e mezzo, è morto a causa del male contro cui combatteva da quattordici mesi.

Conosciuto per il suo passato da ex calciatore, Umberto Riboni abitava a Bascapè, in provincia di Pavia ma era originario di Casaletto, nel Lodigiano. Nel periodo della malattia è stato assistito dal professor Emilio Bajetta della Fondazione Giacinto Facchetti di Monza. 

Proprio la sua carriera da calciatore lo aveva spinto fino al Milanese, dove ha indossato le maglie delle squadre di Melegnano e Vizzolo Predabissi in una carriera che lo ha visto giocare anche con il Marudo e la stessa Virtus Bascapè. 

I funerali del 33enne si sono svolti lunedì mattina nella chiesa parrocchiale del piccolo paesino del Pavese. Lunedì sera, in segno di lutto e vicinanza alla famiglia, in paese è stata anche annullata la festa patronale. 

La moglie Elisa, con cui solo un anno e mezzo fa Umberto aveva avuto il piccolo Gabriele, ha rivolto un sentito ringraziamento al professore Emilio Bjetta che ha assistito l'ingegnere e lo ha accompagnato in questo difficile percorso: al posto dei fiori i familiari hanno suggerito di effettuate donazioni per sostenere proprio la fondazione Giacinto Facchetti di Monza, onlus che si occupa di cura e studio dei tumori. 

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