Palasharp, in forse la moschea al Caim: lotta contro il tempo prima del voto

Uno dei proponenti avrebbe un vecchio precedente penale: probabile l'assegnazione al secondo classificato e il conseguente ricorso del Caim, i tempi si allungano

Un rendering del progetto di moschea di Italo Rota

E' in alto mare la questione delle moschee a Milano. In particolare sull'area dell'ex Palasharp, che si era aggiudicata il Caim, Coordinamento delle associazioni islamiche. Motivo? Puramente formale: uno dei proponenti ha un precedente penale per una causa di lavoro, per cui non avrebbe potuto presentare offerte. Così l'ex Palasharp dovrebbe "passare" al centro di viale Jenner, arrivato secondo nella graduatoria. 

Il Caim, per l'ex palazzetto, aveva presentato un innovativo progetto di Italo Rota. Ora sembra che tutto si bloccherà, anche perché il coordinamento non è intenzionato ad arretrare e ha già annunciato il ricorso al Tar. Da Palazzo Marino non possono farci niente: e oltretutto anche per l'altra futura moschea, quella di via Esterle, c'è un contenzioso che per il momento non si è ancora sbloccato.

Il bando di via Esterle era stato vinto da una associazione del Bangladesh legata al Caim, ma poiché si tratta di una associazione che aveva in corso un contenzioso con il comune per un'altra area in cui era stata realizzata una "moschea abusiva", il comune aveva dovuto escludere la vincitrice dalla graduatoria, premiando la casa della cultura islamica dell'ambrogino d'oro Mahmoud Asfa: anche qui, però, con ricorso al Tar del Caim. Che ha concesso la sospensione cautelare della graduatoria in attesa di una decisione.

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Intanto, il 12 giugno c'è il primo turno delle comunali. Inutile dire che il centrosinistra vorrebbe chiudere la partita prima di quella data, ma Palazzo Marino non è più tanto fiducioso.

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