Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

«Prima tanti centri culturali islamici, poi la moschea a Milano»

Il numero uno di viale Jenner Shaari dopo l'incontro tra Comune e comunità islamiche: "Prima pensiamo a tante "parrocchie" nei quartieri, poi al "Duomo", che sarà una grande moschea a Milano"

La moschea di Segrate (con il minareto) alle porte di Milano

Usa quasi un paragone "ecclesiale", Hamid Shaari, numero uno della comunità islamica di viale Jenner: "Prima pensiamo a tante parrocchie nei quartieri... poi al "Duomo". Dove per "parrocchie" s'intente "centri islamici" e il "Duomo" è una "moschea".

Al tavolo di confronto tra l' amministrazione comunale milanese e i rappresentanti delle comunità islamiche, infatti, stamane, sono stati affrontati anche temi quali quello delle famiglie, dei giovani, delle donne e delle difficoltà sociali delle diverse comunità. Ma è stata in particolare la questione dei luoghi di culto, e della formazione degli imam, l'argomento portante dell' incontro che verrà discusso nuovamente il 14 settembre (per la seconda puntata del confronto che da Palazzo Marino vorrebbero diventasse regolare) quando inizierà una mappatura della città per individuare gli spazi idonei ai centri culturali e di preghiera.

"E' stato un primo incontro, un momento utile e bello di dialogo e confronto", ha tirato le somme al termine il vicesindaco Maria Grazia Guida. "Un successo che aspettavamo da 20 anni", lo ha invece definito Shaari. "Oggi, dopo 20 anni, abbiamo avuto la piena cittadinanza", ha aggiunto prima di concludere con una metafora per spiegare il progetto di creare prima piccoli luoghi di culto e poi una Grande Moschea in città: "Sistemiamo prima i centri culturali che già esistono, con luoghi di preghiera adatti. Insomma, prima pensiamo alle tante parrocchie nei quartieri, poi al Duomo".

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