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Giovani islamici a Milano

Giovani islamici a Milano

Moschea a Milano: "Noi siamo pronti, ci manca il via del Comune"

Viene lanciata la kermesse "Moschea si prego": i musulmani milanesi sono pronti per il luogo di culto per Expo, ma l'amministrazione nicchia

Moschea a Milano, ultima chiamata. Se il capoluogo lombardo vuole affrontare Expo, i tempi per la realizzazione di una moschea sono strettissimi. Cosi' il Caim, Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza, lancia dai social network la sua ultima campagna di sensibilizzazione: "Moschea si prego" (il video).

"Si rivolge sia alla nostra comunita' che alla societa' civile - spiega il coordinatore Yassine Baradai -. Per noi e' un'esigenza a prescindere da Expo, ma dovrebbe esserlo anche per l'amministrazione". Anche in chiave strategica per attirare gli investimenti dei Paesi arabi e per accogliere i 6 milioni di visitatori musulmani attesi per l'evento.

"Vogliamo sollecitare il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e l'amministrazione - continua -. L'esigenza della comunita' e' rompere questo muro alzato dalla politica. Si parla di moschea come se fosse una base nucleare. Invece dovrebbe avere dignita' pari a tutte le altre case di Dio, chiese, sinagoghe e templi".

Ma il tempo stringe: se nei prossimi mesi non si apre il cantiere, non ci saranno i tempi tecnici per costruire la moschea. Il primo appuntamento della campagna e' previsto per l'11 aprile, ribattezzato "Il venerdi' dei diritti". La comunita' islamica milanese si dara' appuntamento per la preghiera al Palasharp, il luogo prescelto dai musulmani milanesi per la grande moschea cittadina.

Lo hanno messo nero su bianco anche nel progetto gia' consegnato al comune di Milano: "Siamo venuti incontro a tutte le loro richieste ma ancora aspettiamo una risposta", nota Baradai. Vale in tutto 10 milioni di euro, di cui 600mila da spendere per l'abbattimento del Palasharp: "Da parte nostra, abbiamo gia' dimostrato che tutti i finanziamenti arrivano dall'interno della nostra comunita'", precisa Baradai. Del via libera ai lavori ancora non c'e' traccia. "Solo una questione politica", dice Baradai.

Ecco perche' il secondo appuntamento di "Moschea si prego", il 18 aprile, e' rivolto alla societa' civile. Ancora da stabilire ora e luogo ma il tema gia' e' chiaro: perche' Milano ha bisogno di una moschea. Il Caim ha lanciato la campagna con un video di giovani musulmani che rivendicano il diritto ad avere un luogo di culto adeguato, "perche' e' un diritto", "perche' Milano e' multietnica", perche' i musulmani hanno bisogno di una casa". Ne seguiranno altri in cui il Caim chiedera' anche a milanesi non musulmani cosa ne pensano di una moschea in citta' (fonte: Dire).

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