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Cronaca Stazione Centrale / Piazza Duca d'Aosta

Ebrei scappati in Cina: proposta di una via per Ho Feng Shan, il loro salvatore

La mostra sarà aperta fino al 15 dicembre al Memoriale della Shoah

Pochi sanno che, tra la metà degli anni '30 e il 1940, migliaia di ebrei fuggirono dall'Europa alla Cina per scappare dalla persecuzione razziale che stava prendendo piede nel Vecchio Continente, o almeno in alcune parti di esso. A Shanghai esiste un "muro della memoria" che riporta i nomi dei 13.732 ebrei presenti nel ghetto di Hangkou nel 1944, ma furono circa 20 mila gli ebrei che complessivamente trovarono ospitalità nella metropoli cinese. E nel 2007 l'ex sinagoga di Shanghai fu restaurata per ospitare il Museo dei Rifugiati Ebrei, già visitato da circa 300 mila persone.

Ora la fuga degli ebrei in Cina verrà ricordata con una mostra ("Gli Ebrei a Shanghai") visitabile al Memoriale della Shoah di Milano, in Stazione Centrale, dal 18 settembre al 15 dicembre (lunedì 10-19.30, martedì-giovedì 10-14.30, prima domenica del mese 10-18). 

Centrale fu la figura di Ho Feng Shan, all'epoca console cinese a Vienna. Un vero e proprio "Schindler cinese" che - facendo passare dai porti italiani migliaia di ebrei europei grazie al suo ruolo diplomatico - ne consentì la salvezza. A lui, molto probabilmente, sarà dedicato presto un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Ma qualcuno ha anche un'altra idea: Francesco Wu, imprenditore e tra i leader della comunità cinese a Milano, ha proposto che a Ho Feng Shan sia intitolata una via nella città meneghina. Potrebbe essere - se la memoria non c'inganna - la prima via milanese dedicata ad un cinese.

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