Cronaca

Siccità Ticino: il consiglio Regionale chiede di aumentare le scorte d'acqua nel Lago Maggiore

Nella seduta di martedì il Pirellone ha votato all'unanimità una mozione presentata dal consigliere regionale Luca Marsico che chiedeva l'innalzamento dell'acqua nel Verbano

Il Ticino in secca

È stata discussa e approvata all'unanimità dal Pirellone la mozione presentata da Luca Marsico sulla drammatica situazione del Ticino e del Lago Maggiore, in secca dal mese di agosto.

Il livello del Verbano è da oltre un mese sotto lo zero idrometrico e il Ticino è ridotto ormai a un rigagnolo. Il consiglio regionale Lombardo ha sottoscritto un documento che invita Regione Lombardia: «Mettere in campo tutte le azioni possibili per scongiurare ulteriori danni ambientali al fiume Ticino e al suo ecosistema» coinvolgendo «oltre che gli attori locali, la Confederazione Svizzera e il Ministero dell’Ambiente». In breve? Aumentare il livello dell'acqua del Lago Maggiore.

Da qualche anno le scorte d'acqua del Verbano si sono assottigliate per volontà ministeriale. Il livello del lago fino al 2010 era regolato da una convenzione internazionale stipulata negli anni Quaranta. Il testo sanciva che il livello massimo delle acque nel periodo invernale (1 novembre, 28 febbraio) non doveva superare lo zero idrometrico di oltre 150 centimetri, mentre nel periodo estivo doveva essere superiore allo zero di un metro.

Nel 2003 e nel 2006 si verificarono dei lunghi periodi di siccità in seguito ai quali, nel 2010, fu adottato un provvedimento sperimentale chiamato «Deflusso minimo vitale» che, grazie all’innalzamento perenne del limite a 150 centimetri, riusciva a garantire al Ticino una portata estiva di 18 metri cubi al secondo. Un metodo che nell’estate del 2012 ha permesso di superare un periodo di siccità senza causare alcun danno al fiume azzurro e alle colture. 

I rubinetti si sono parzialmente chiusi nel 2014 quando il Consorzio del Ticino, ente che regola il livello del fiume e del Lago Maggiore, ha ricevuto dal Ministero l’ordine di sospendere il programma. La sospensione del provvedimento fu decretata in quanto l’innalzamento del bacino lacustre «mangiava» le spiagge sulle sponde elvetiche e del Verbano, con conseguente danno per il turismo. A luglio 2014 fu siglato un accordo a metà: il livello delle acque — nel periodo estivo — sarebbe cresciuto di 25 centimetri. 1,25 metri sullo zero idrometrico, quindi. Nel 2015 Verbano e Ticino hanno dovuto attraversare una stagione particolarmente difficile, in questi mesi la situazione è diventata altrettanto critica. Nella tarda mattinata di mercoledì 5 ottobre il Verbano ha toccato 27 centimetri sotto lo zero idrometrico.

«Il Ministero dell’Ambiente, molto lontano da noi e dal Ticino deve darsi una svegliata e attivarsi subito per rivedere la gestione del nostro patrimonio idrico, evitando a tutti i costi – chiosa Fabrizio Cecchetti, consigliere regionale in forza alla Lega – ulteriori danni all’ambiente, all’agricoltura e alle migliaia di aziende che sono collegate proprio al Ticino». Per il momento non è stato preso alcun provvedimento e il livello di Verbano e Ticino continua a scendere. 

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