Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca Duomo / Via Festa del Perdono

La colletta per pagare la multa da 3 mila euro all'ambulante fuori dalla Statale

Succede a Milano, a organizzarla un collettivo di studenti

Il collettivo di studenti universitari Kasciavit ha organizzato una raccolta fondi per sostenere le spese di un ragazzo, venditore ambulante, che alcuni giorni fa è stato sorpreso dalla polizia locale in borghese a vendere merce davanti all'Università Statale di via Festa del Perdono e ha rimediato una multa da tremila euro.

La raccolta fondi è stata aperta presso il portale "Produzioni dal basso". Secondo quanto riportato dal collettivo, gli episodi sarebbero due, in due giornate consecutive. Il primo ha riguardato un ragazzo ambulante che vende rose, accendini e fazzoletti fuori dall'università. Poiché non aveva la necessaria licenza e occupava il suolo pubblico, è stato multato dagli agenti di polizia locale per tremila euro. Il giorno successivo, altri agenti (sempre in borghese) hanno controllato altri venditori, senza dar loro una multa ma sequestrando la merce («senza verbale di sequestro», scrive il collettivo Kasciavit in una nota). 

La raccolta fondi per pagare la multa e ricomprare la merce

Attraverso la raccolta fondi, il collettivo punta a pagare la multa al primo e ricomprare la merce sequestrata agli altri. «Avviene in pieno centro a Milano nel 2021, in un momento storico in cui anche la classe media vive una grave situazione di instabilità economica: la polizia locale di Zona 1 decide di colpire diversi venditori ambulanti con danni pari a migliaia di euro (si parla di gente che vive da anni sotto la soglia della povertà assoluta). L’amministrazione di centro-sinistra guidata da Sala decide quindi, proprio con la polizia locale (organo di difesa più vicino alle decisioni del sindaco), che il problema in questo momento per i cittadini di Milano e gli studenti e le studentesse della Statale siano un paio di ragazzi che per mangiare vendono accendini o fazzoletti», si legge in un comunicato del collettivo.

«I ragazzi non solo hanno bisogno di questo lavoro per vivere e sostenere le famiglie nei loro paesi di origine ma sono soprattutto sono un valore aggiunto alla socialità dell’università, persone disponibili a regalarti una risata o semplicemente un saluto; ogni giorno, dalla prima ora alla fine di un esame. Non possiamo che rispondere a livello studentesco con l’arma più forte che abbiamo: la solidarietà», conclude il comunicato. 

La replica della Locale: «Interveniamo sugli assembramenti»

A stretto giro arriva anche la posizione della polizia locale e di Palazzo Marino, secondo cui gli interventi (quasi quotidiani) in via Festa del Perdono sono finalizzati a fare rispettare le norme anti Covid e in particolar ea evitare «pericolosi assembramenti» che «si verificano di continuo». Interventi svolti anche in seguito a reclami.

Secondo i dati forniti da piazza Beccaria, negli ultimi dieci giorni sono stati effettuati ben otto servizi per fare rispettare il Dpcm. Si va da 100 persone allontanate il 9 marzo a 60 allontanate il 19 marzo, passando dalle 50 allontanate il 10 marzo e il 12 marzo alle 30 allontanate l'11 marzo e il 16 marzo. E così via. In due occasioni sono state fatte anche multe per violazione del Dpcm.

«Nell'ambito di uno di questi servizi - si legge nella nota - la polizia locale ha sanzionato un cittadino che vendeva merce privo delle autorizzazioni necessarie, così come imposto dalla legge. La sanzione per chi vende privo di autorizzazione commerciale è di tremila euro, non la decide la polizia locale, ma la legge. In un altro caso la persona è scappata e quindi è stata posta sotto sequestro solo la merce».

«Si cerca tutte le volte di portare un messaggio di invito ad un rispetto delle regole per tutti, anche e soprattutto agli studenti universitari che troppo spesso infrangono le norme anti Covid. La priorità quindi non è affatto sanzionare questi ragazzi che vendono, ma fare servizio per mancato rispetto norme Covid. Va da sé che se nel farlo si constata un’irregolarità gli agenti sono tenuti a intervenire», conclude il comunicato di piazza Beccaria.

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