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Cronaca Città Studi / Via Gaspare Aselli

Ambientalisti riqualificano un pezzo di marciapiedi: maxi multa da oltre mille euro

Gli attivisti avevano "protetto" dalle auto un pezzo di via Aselli. Sono stati multati dalla locale

Multati per aver evitato la sosta irregolare. O quasi. È il paradosso che ha visto come protagonisti gli attivisti di "Sai che puoi?", un gruppo di milanesi che si batte per la mobilità sostenibile e contro la sosta selvaggia delle macchine. Lo scorso 16 maggio, infatti, donne e uomini dell'associazione avevano trasformato il parterre alberato di via Aselli 28 - di solito "cannibalizzato" dalle vetture parcheggiate - usando due piantine e della pacciamatura drenante così da restituire quello spazio ai cittadini sistemando anche delle sdraio e dei nastri per evitare "invasioni". 

Risultato? Una multa da mille euro. "A Milano la polizia locale assegna una multa di mille euro a un gruppo di persone che riqualifica una piccola area verde, che normalmente è occupata da automobili in sosta irregolare, a cui molto raramente vengono assegnate sanzioni. Un gruppo di persone ha ricevuto in modo inusualmente tempestivo una sanzione per 'deposito temporaneo di pacciamatura su marciapiede e area verde pubblico, finalizzato all’opera di rinaturalizzazione dell’area in questione' - 866 euro per violazione art. 21 del codice della strada - e 'per occupazione suolo abusiva' con corde e paletti per delineare e proteggere l’area dalla sosta irregolare delle automobili su un’area di 82,82 mq, 231 euro", hanno denunciato dalla "Città delle persone", iniziativa che mette insieme una serie di associazione come la stessa "Sai che puoi?" oltre che Cittadini per l’Aria onlus, Fiab Milano Ciclobby onlus, Genitori Antismog ets e Clean Cities Campaign. 

"Metti la macchina irregolarmente su un parterre alberato? Dai, non ti preoccupare, non succede niente. Metti pacciamatura drenante e due piantine su un parterre alberato? Mille e cento euro di multa", hanno raccontato sarcasticamente sui social. "Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato Effetto urbano, un’iniziativa che nel quadro della Milano arch week ha cercato di far vedere cosa succede quando lo spazio pubblico si fa su misura di persona, e non di auto. L’intervento era autorizzato, ma come 'Città delle persone' non abbiamo provveduto a togliere abbastanza in fretta ogni traccia del nostro passaggio, e quindi abbiamo preso una multa. Grossa. Non possiamo fare a meno di pensare che se non avessimo messo la pacciamatura - che serve a drenare l’acqua - e nella stessa area avessimo parcheggiato due fuoristrada e un furgone, nessuno ci avrebbe multato. Nessuno ci avrebbe fatto caso proprio. Abbiamo bisogno di aiuto per pagare una multa, insomma. Ma soprattutto abbiamo molto bisogno di aiuto per cambiare questa cultura", hanno proseguito gli attivisti. 

La loro iniziativa era quindi autorizzata, come hanno spiegato anche in un video pubblicato su Instagram, ma sostanzialmente per un tempo limitato. “La situazione è completamente paradossale - hanno spiegato Stefania Leone e Alberto Gianera di Città delle persone - perché se avessimo parcheggiato tre auto sul marciapiede non ci avrebbero multato. Sembra uno scherzo: in epoca di emergenza climatica si sceglie di sanzionare le persone che proteggono e curano il verde. Abbiamo preso mille euro di multa perché abbiamo riqualificato il terreno sotto gli alberi, lo abbiamo pulito dai rifiuti, ricoperto con la pacciamatura di corteccia di pino per proteggerlo e riattivare i microrganismi presenti in profondità; abbiamo installato delle rastrelliere (provvisorie) per le biciclette per impedire che, dopo tutto questo lavoro, le automobili salissero di nuovo sopra l’area verde. Un intervento ‘migliorativo’ come hanno detto gli stessi vigili, che poi ci hanno multato. Quindi è illegale proteggere il suolo pubblico dalla sosta abusiva delle auto? Un cortocircuito amministrativo, incredibile a pensarci. Anche perché - prima di ricevere la multa - abbiamo inviato richiesta formale al Comune per adottare l’area verde. E, ieri, il giorno successivo al verbale della sanzione, è seguito un altro gesto contraddittorio da parte dell'amministrazione: il Comune stesso ha installato sul marciapiede alcune barriere ‘new jersey’ per evitare che le automobili parcheggiassero sull’area verde da noi rivitalizzata"

"A questo punto - hanno continuato Leone e Gianera - chiediamo al sindaco e alla giunta del comune di Milano di esprimersi su quanto accaduto e intervenire affinché episodi di questo tipo non possano più ripetersi. E chiediamo a tutte e tutti coloro, che, come noi, desiderano vivere in una città dove gli spazi pubblici sono a disposizione delle persone e non della sosta illegale delle auto, di aiutarci a pagare questa multa e fare una piccola donazione. Abbiamo 60 giorni di tempo per decidere se fare ricorso al comune di Milano contro questa multa, una scelta che ovviamente avrà dei costi legali aggiuntivi. Ogni euro raccolto - hanno concluso - sarà rendicontato con trasparenza". 
 

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