È morta Nanda Vigo: la designer della luce

La designer milanese si è spenta nella giornata di sabato 16 maggio. Ecco chi era

Nanda Vigo (foto Nanda Vigo/Fb)

È morta a Milano all'età di 83 anni Nanda Vigo, architetta, designer e artista; un personaggio poliedrico e versatile che ha giocato un ruolo centrale nella ricerca artistica italiana degli anni '60-'70, annoverando fra le sue collaborazioni più autorevoli quelle con Giò Ponti, Lucio Fontana e Piero Manzoni (del quale fu la compagna). La notizia della scomparsa dell'esponente dell'avanguardia europea del Gruppo Zero è stata data sui canali social dalla Fondazione Mudima di Milano: "Con profonda tristezza annunciamo la scomparsa di Nanda Vigo. Un'artista, un'amica".

Per oltre mezzo secolo l'artista ha fatto della luce la sua materia d'elezione realizzando sculture e installazioni. Vigo ha indagato le relazioni tra lo spazio e la luce, con l'obiettivo di cercare di 'trattenere la luce', superandone l'immaterialità. E' con questo spirito che Vigo elaborò nel 1964 il "Manifesto cronotopico", la teoria della modificazione dello spazio attraverso la luce e il coinvolgimento sensoriale "di chi fruisce di spazi e oggetti". Questa ricerca, attraverso i materiali del suo archivio, è stata ricostruita nel libro "Nanda Vigo. Light Project", a cura di Marco Meneguzzo (Silvana Editoriale, 2019), che ha accompagnato l'omonima mostra che si è tenuta dal 23 luglio al 29 settembre 2019 al Palazzo Reale di Milano, prima retrospettiva antologica dedicata da un'istituzione italiana all'influente artista milanese.

Come designer, Nanda Vigo ha legato il suo nome a creazioni originali e pluripremiate, tra cui la lampada "Golden Gate" per Arredoluce (1969-70), il divano "Top" per Fai International (1970) e la sedia "Due Più" per More Coffee (1971); per Driade ha realizzato il tavolo "Essential", il mobile buffet "Cronotopo", sedia-pouf "Blocco". Come architetta protagonista del Gruppo Zero, è stata impegnata nel tenere insieme arte-design-architettura nella riflessione sul tema dell'abitare contemporaneo, dando vita a progetti di case monocromatiche.

Nanda Vigo, la sua biografia

Nata a Milano il 14 novembre 1936, dopo la laurea in architettura al Politecnico di Losanna e uno stage a San Francisco, in California, Nanda Vigo nel 1959 apre uno studio a Milano. Da quel momento il tema essenziale della sua arte diventa il conflitto/armonia tra luce e spazio, che l'artista utilizza nel proprio lavoro, anche come architetto e designer. Dal 1959 frequenta lo studio di Lucio Fontana e poi si avvicina agli artisti che avevano fondato la galleria Azimut a Milano, Piero Manzoni ed Enrico Castellani. In quel periodo tra i diversi viaggi per le mostre in tutta l'Europa, conosce gli artisti del movimento Zero in Germania, Olanda e Francia. Sempre nel 1959 inizia la progettazione della Zero House a Milano, terminata solo nel 1962. Tra il 1964 e il 1966 partecipa a molte mostre del gruppo Zero in Europea; nel 1965 cura la leggendaria mostra 'Zero avantgarde' nello studio di Lucio Fontana a Milano, con la partecipazione di 28 artisti.

Tra il 1965 e il 1968 Vigo interviene negli interni della 'Casa sotto la foglia', a Malo (Vicenza), progettata da Giò Ponti, e nel 1971 viene premiata con il New York Award for Industrial Design per il suo sviluppo delle lampade (lampada "Golden Gate") e nello stesso anno progetta e realizza uno dei suoi progetti più spettacolari per la Casa-Museo Remo Brindisi a Lido di Spina (Ferrara).

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Nel 1976 Vigo vince il primo Premio St. Gobain per il design del vetro e nel 1982 partecipa alla 40esima Biennale di Venezia. Nel 1997 l'artista cura l'allestimento della mostra "Piero Manzoni - Milano et Mitologia" a Palazzo Reale a Milano. Dal 2006 i lavori di Nanda Vigo sono presenti in permanenza al Museo del Design della Triennale. Nel 2014 ha esposto al Guggenheim Museum di New York nella retrospettiva dedicata al Gruppo Zero e nel 2015 all'interno del programma della mostra "Zero, Die Internationale Kunstbewegung der 50er & 60er jahare" al Martin-Gropius-Bau di Berlino e allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Nel 2015 ha realizzato diverse personali: "Affinità elette" al Centro San Fedele di Milano, "Zero in the mirror" alla Galleria Volker Dhiel di Berlino e al Mac di Lissone, e nel 2016 nella galleria Sperone Westwater di New York.

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