E' nato il figlio di Boettcher e della Levato, ma lei non può vederlo

Il piccolo è nato poco prima dell'una della notte tra sabato e domenica. Pesa tre chili e mezzo e sta bene. Martina Levato è stata assistita da sua madre. Il bimbo le è stato subito tolto e portato in una culla della clinica

Martina è diventata madre

Accanto a lei, in sala parto, ha avuto soltanto sua madre. Il padre del piccolo, invece, non ha potuto assistere, perché il giudice non gli ha concesso di uscire dal carcere. 

E’ nato nella notte tra venerdì e sabato, Achille, il figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher, i due amanti condannati a quattordici anni per aver sfigurato con l’acido lo studente Pietro Barbini, un ex compagno di scuola della ragazza. 

Il piccolo, che pesa tre chili e mezzo e sta bene, è stato immediatamente trasferito in una culla della clinica Mangiagalli, dove Martina era arrivata giovedì sera su decisione del pm, Marcello Russo, convinto che la struttura di via della Commenda fosse la migliore della città e la più attrezzata per rispondere alle necessità del caso. 

L'ex bocconiana, secondo quanto si apprende, non ha potuto tenere uso figlio, né abbracciarlo. 

Accanto a Martina, per tutto il tempo, c’è stata sua madre. Mentre Alexander è stato costretto a restare in carcere, perché il Riesame aveva detto no alla sua richiesta di poter assistere al parto. 

Il futuro della Levato, quello prossimo almeno, sembra scritto. Martina sarà trasferita, insieme a suo figlio, all’Icam, l’istituto a “custodia attenuata” senza sbarre alle finestre e con guardie che non indossano le divise per evitare di spaventare il piccolo. 

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A breve, però, dovrebbe arrivare la decisione del tribunale per i minori di Milano, che sceglierà se, e nel caso a chi, affidare il piccolo. A quel punto, se il bimbo le dovesse essere tolto, “lady acido” - che deve affrontare un processo per altre due aggressioni, sempre con l'acido - sarà costretta a tornare nel carcere di San Vittore. 

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