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Ndrangheta: Maxi operazione contro la cosca "La Lombardia"

Dalle prime luci dell'alba è in corso la maxi operazione di carabinieri e polizia ai danni della Ndrangheta e, in particolare, della cosca "La Lombardia". In manette, tra gli altri, il boss Pino Neri e il direttore dell'Asl di Pavia Carlo Antonio Chiriaco

Dalle prime ore di questa mattina, oltre tremila uomini dei carabinieri e della polizia di Stato sono impegnati in una maxi operazione, denominata "Crimine", ai danni della 'Ndrangheta e, in particolare, alle sue ramificazioni in Lombardia. Sono complessivamente 304 i provvedimenti restrittivi - tra fermi di indiziato di reato e ordinanze di custodia cautelare - emessi dalle autorita' giudiziarie di Milano e Reggio Calabria nell'ambito. In particolare, 248 provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri, 53 dalla polizia di Stato e 3 dalla Dia. Le accuse vanno dall'associazione di tipo mafioso al traffico di armi e stupefacenti, dall'omicidio all' estorsione, dall'usura ad altri gravi reati.

Gli inquirenti calabresi e lombardi, al lavoro da tempo su questa inchiesta, hanno indagato in particolare sulle infiltrazioni della malavita organizzata nel nord, sia nelle attività produttive e commerciali, sia nel mondo politico e amministrativo locale. Oltre agli arresti, il blitz delle forze dell'ordine ha portato anche al sequestro di denaro, armi e droga.

ARRESTI. Nell'ambito dell'operazione è stato arrestato per associazione mafiosa e corruzione il direttore dell'Asl di Pavia, Carlo Antonio Chiriaco. Le indagini, condotte dalla Dia di Milano, hanno anche portato all'arresto di Francesco Bertucca, 57 anni, imprenditore edile di Pavia, e di Rocco Coluccio, biologo e imprenditore. Insieme al direttore dell'Asl sono accusati di essere stati organici alla 'ndrangheta e di essere il punto di congiunzione con l'organizzazione agli ordini del boss Pino Neri, anche lui in manette. Nel corso dell'operazione gli uomini della Dia hanno eseguito anche 55 perquisizioni e sequestrato beni immobili, quote societarie e conti correnti. Sono indagati anche l'assessore comunale di Pavia, Pietro Trivi (per corruzione elettorale), l'ex assessore provinciale milanese Antonio Oliviero (per corruzione e bancarotta), quattro carabinieri di Rho, uno dei quali per concorso esterno in associazione mafiosa.

I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE. La maxi-operazione di carabinieri e polizia ha colpito le più importanti e potenti famiglie della 'ndrangheta delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone, oltre alle loro proiezioni extraregionali ed estere. Di fatto sono state ''destrutturate", dicono gli inquirenti, le cosche egemoni nel capoluogo reggino, nella fascia ionica ed in quella tirrenica, tra cui i Pelle di San Luca, i Commisso di Siderno, gli Acquino-Coluccio ed i Mazzaferro di Gioiosa Ionica, i Pesce-Bellocco e gli Oppedisano di Rosarno, gli Alvaro di Sinopoli, i Longo di Polistena, gli Iamonte di Melito Porto Salvo.

La cosca era stata ribattezzata "La Lombardia". Stando alle indagini il boss Pino Neri sarebbe stato "eletto" con un vero e proprio brindisi durante una cena a Paderno Dugnano, nel Milanese. La centralita' della struttura messa in piedi dagli 'ndranghetisti nella regione del Nord sarebbe testimoniata anche dal nome dato all'organizzazione e si risconterebbe anche dal numero degli arresti effettuati dalle forze dell'ordine proprio in Lombardia, circa la metà dei 300 eseguiti nell'operazione. Secondo le risultanze, il boss avrebbe dato vita a una organizzazione diversa dalla classica struttura 'ndranghetistica, non solo orizzontale ma anche verticale, una specie di organo di coordinamento.

Le indagini condotte nell'ambito dell'inchiesta hanno consentito, inoltre, di accertare modalità e movente di un "grave fatto di sangue consumato nell'hinterland milanese, che aveva notevolmente allarmato l'opinione pubblica.

I COMMENTI. "L'operazione di oggi smantella una rete criminale ben organizzata, secondo regole e gerarchie consolidate". Lo ha dichiarato il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, commentando l'operazione ribattezzata "Il Crimine". "Oggi la 'ndrangheta - aggiunge Lumia - è la mafia più potente ed estesa in Italia ed oltre i confini nazionali. La sua forza scaturisce dal forte senso di fedeltà dei suoi componenti nei confronti dell'organizzazione, dato dal fatto che l'affiliazione è per lo più di tipo familiare. Anche per questo il numero dei collaboratori di giustizia è molto più basso rispetto a Cosa nostra. Inoltre, la 'ndrangheta ha una grande capacità di colonizzazione, controllo del territorio e di costruire sistemi di collusioni con l'economia e la politica. Per combatterla - conclude Lumia - è indispensabile garantire alle forze dell'ordine risorse e mezzi. Allo stesso tempo è necessario dotare gli enti locali e la società civile di indicatori che segnalino immediatamente la loro presenza e strumenti di prevenzione in grado di impedirne l'insediamento".

"Si tratta in assoluto della più importante operazione contro la 'ndrangheta degli ultimi anni, che oggi viene colpita al cuore del suo sistema criminale sia sotto l'aspetto organizzativo che quello patrimoniale - ha affermato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, congratulandosi con il capo della Polizia, Antonio Manganelli, e con il comandante generale dell'Arma, Leonardo Gallitelli - per l'eccezionale operazione antimafia condotta oggi in varie regioni d'Italia". "Gli eccellenti risultati conseguiti in questi ultimi mesi contro la mafia - prosegue Maroni - sono il frutto di una costante ed efficace opera di coordinamento tra le Forze di polizia e la magistratura, tutte impegnate in modo straordinario nell'azione di contrasto alla criminalità organizzata"

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