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Cronaca

'Ndrangheta, "ormai autonoma in Lombardia"

Secondo il gup (che ha depositato le motivazioni della sentenza del maxi-processo) la 'ndrangheta agisce in Lombardia in modo autonomo e si infiltra nelle istituzioni

Sono state depositate le motivazioni della sentenza che, nel novembre 2011, ha inflitto 110 condanne nel maxi-processo con rito abbreviato contro le cosche calabresi radicate in Lombardia, in seguito alla "operazione Infinito". Si tratta di 900 pagine.

Il gup Roberto Arnaldi è chiaro: la 'ndrangheta in Lombardia si muoverebbe indipendentemente da quella calabrese. E i soggetti che ne fanno parte sono presenti sul territorio lombardo da almeno due generazioni, se non tre. C'è stata quindi una "riproduzione di una struttura criminale" che ha operato secondo la tradizione della 'ndrangheta, "con il proprio bagaglio di cultura criminale", ma che va vista oggi, sempre secondo quanto scrive il gup, come una "organizzazione unitaria" diffusasi in tutta la regione fino a formare "uno stabile insediamento mafioso". E tuttavia rimangono stretti i rapporti con le 'ndrine calabresi.

In un'altra parte delle motivazioni si leggono poi i rapporti tra i capi lombardi, specialmente Cosimo Barranca, e i politici anche a caratura nazionale. Tra i vari contatti (indiretti) viene citato Angelo Giammario, ex sottosegretario in regione. Secondo la sentenza, esisterebbe una cupola della 'ndrangheta il cui capo (Barranca) avrebbe avuto rapporti con un ex dirigente dell'Asl di Pavia a sua volta molto vicino a Giammario.

 

 

 

 

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