Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Il boss chiamato Papa. "Tuo cugino doveva essere tagliato a pezzettini"

Alcune intercettazioni fanno luce sulle attività della cosca e anche sulla crudeltà con cui agiva

La cosca è stata smantellata dalla polizia

Giuseppe Pensabene, il presunto capo della cosca smantellata martedì mattina, era chiamato spesso "papa" o "sovrano" dagli affiliati e, di lui, questi dicevano che era "come la Banca d'Italia" per via dell'ingente disponibilità di contanti quotidianamente. Un arrestato, Maurizio Morabito, in una intercettazione ambientale afferma che ogni giorno "abbiamo 30, 50, 60", in migliaia di euro (video della banca - video delle intimidazioni - video degli scambi di denaro).

La banda non si limitava a investire denaro in attività lecite (fino a far assomigliare gli affari a quelli di una "vera e propria banca clandestina", scrive il gip) ma usava metodi mafiosi e intimidatori per affermare il suo potere. Emblematico uno scambio di frasi tra il boss Giuseppe Pensabene e suo cognato, Antonio Polimenti, nel quale Pensabene spiega al cognato che il cugino di questi doveva essere "tagliato a pezzettini" perché affiliato a un clan rivale.

"Doveva essere tagliato a pezzettini e buttato in una busta di plastica (..) è figlio della fortuna (..) proprio tagliato doveva essere (..) eravamo pronti a sparargli (..)". Polimeni chiede a questo punto al boss che cosa avesse fatto il cugino per meritarsi questo. "Era ragazzo, stupidaggini, lo mandavano a andare a guardare se io ero a casa, se ero uscito, queste cose qua nella strada, portava ambasciate", la risposta del boss.

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