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Duro colpo alla 'Ndrangheta: maxi-sequestro di 15 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha effettuato controlli patrimoniali sui 160 arresti della scorsa estate che hanno portato a importanti confische in sei province lombarde e in quattro province calabresi

Trentanove abitazioni, 37 box, 14 locali commerciali e magazzini e 6 aree edificabili, per un valore complessivo stimato (al ribasso) in circa 15 milioni di euro. E' questo il risultato dell’operazione Neverending,  condotta dalla Guardia di Finanza, e conclusa tra ieri e stamattina con un maxi sequestro a danno del patrimonio di appartenenti alle cosche della ‘ndrangheta in Lombardia. L’indagine del Nucleo milanese di Polizia Tributaria ha preso avvio dall’operazione Infinito, condotta dai Carabinieri la scorsa estate, che aveva portato a 160 arresti.

I finanzieri hanno agito a partire da quei fermi, eseguendo riscontri e accertamenti patrimoniali sulle persone coinvolte e sulle loro famiglie, nonché su svariati prestanome. L’operazione, facilitata dal fatto che le indagini dei carabinieri avevano già individuato le persone su cui approfondire le ricerche, è stata effettuata in poco tempo grazie al “Molecola”, un software speciale messo a punto dal comando generale della Guardia di Finanza in collaborazione con la Direzione Antimafia e presentato nel marzo 2010.

Il software è in pratica uno strumento di analisi relazionale in grado di interrogare rapidamente svariati database per fornire la “radiografia” di una singola persona. In tempi molto stretti si riesce a conoscere, di un individuo, ad esempio i precedenti penali, quelli tributari, i flussi finanziari, i conti correnti, i beni posseduti e i controlli di polizia ricevuti, grazie al collegamento con gli archivi informatici di diversi corpi di polizia.

In questo modo è possibile, per esempio di un sospetto prestanome, avere una chiara e rapida coscienza del suo profilo e del suo effettivo coinvolgimento in un’operazione in corso. La possibilità di ricevere una quantità massiva di dati in poco tempo ha permesso di indagare su 1.600 tra persone fisiche e giuridiche, variamente collegate ai 160 arrestati la scorsa estate e che hanno subìto, tra ieri e oggi, le confische, distribuite nelle province di Milano, Varese, Pavia, Bergamo, Como, Lecco, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria.

L’urgenza dell’operazione stava nel fatto che alcuni beni stavano per essere alienati al fine di nasconderli alle indagini. Anche per questo, il provvedimento di sequestro preventivo è stato firmato dai pubblici ministeri (Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari) e solo in mattinata convalidati dal Gip.

Le persone coinvolte.
Sono, come detto, quelle che hanno subìto gli arresti della scorsa estate. Tra essi anche personaggi di spicco della criminalità organizzata in Lombardia, come Vincenzo Novella, fratello di Carmelo, che reggeva la Lombardia fino all’arresto di tempo addietro, poi Giuseppe Neri, che ha sostituito Carmelo Novella fino alla famosa riunione di Paderno Dugnano, e i capi di Corsico (Bruno Longo), Desio (Domenico Pio) e Lonate Pozzolo (Vincenzo Viespoli), oltre a tanti altri.
 

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