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I tentacoli della Ndrangheta sul turismo: quattro arresti e quote societarie sequestrate

È il risultato di un'operazione messa a segno dagli agenti della Questura di Milano

Prima l'iniezione di capitali "freschi" per far prendere fiato all'azienda, poi le minacce sempre più pressanti. Infine sarebbero riusciti a ottenere il controllo della società. I tentacoli della criminalità organizzata sono arrivati fino al settore turistico. È quanto è emerso durante una indagine della polizia, coordinata dalla Dda di Milano, che nella giornata di martedì 30 giugno ha portato a quattro arresti e al sequestro di quote societarie di una realtà alberghiera ligure. Il reato ipotizzato è estorsione aggravata dal metodo mafioso ed usura. 

Tra le persone arrestate figura anche un professionista dell'intermediazione finanziaria; quest'ultimo — secondo gli investigatori — avrebbe agito insieme al principale indagato: un "soggetto già emerso in altre indagini della Dda di Milano ed espressione di una delle più note famiglie di `ndrangheta della Brianza", si legge in una nota diramata da via Fatebenefratelli. E proprio attraverso la "forza di intimidazione derivante dal collegamento con la 'ndrangheta", gli indagati avrebbero preso il controllo di "un'importante realtà alberghiera in Liguria, le cui quote sono state oggetto di sequestro da parte del Gip di Milano con la stessa ordinanza che ha adottato le misure cautelari", si legge nel comunicato.

L'indagine della polizia postale

Le indagini sono iniziate in seguito all'operazione "orso Bruno" che nel 2018 aveva fatto scattare le manette per 21 persone con le accuse di associazione a delinquere transnazionale, frode informatica e accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio di proventi di massive campagne di phishing; una attività investigativa che lasciava intravedere un interesse della ndrangheta verso il cybercrime.

"Anche questa indagine ha messo in luce come la criminalità organizzata stia muovendo passi nel mondo della criminalità informatica e verso il cybercrime, riciclando poi i profitti mediante ordinarie metodologie tipiche mafiose", sottolineano gli investigatori. La polizia, al termine della nota, invita gli imprenditori a denunciare " ogni forma di minaccia o semplici avvicinamenti esplorativi da parte di soggetti dotati di una certa liquidità, anche in cripto-valuta, segnalando siti internet e caselle di posta elettronica emerse in relazione a questi fenomeni criminali".

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