Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Duomo / Piazza del Duomo

Devastarono Milano e fuggirono: liberi dopo meno 24 ore di carcere

Venerdì un giudice ha negato l’estradizione per quattro greci arrestati per gli scontri del 1 maggio. Ora, dopo meno di 24 ore di carcere, sono liberi

Il 1 maggio Milano fu messa a ferro e fuoco - Foto Gemme © Mt

In una cella ci sono stati non più di ventiquattro ore, in un carcere greco. Dal 12 al 13 novembre, non un giorno in più. Fino a venerdì mattina, poi, hanno avuto l’obbligo di firmare. Mentre dal 9 gennaio non avranno neanche più quel “fastidio”. 

Il giudice di Atene ha negato l’estradizione in Italia di due antagonisti greci destinatari di un mandato di arresto europeo per la guerriglia scoppiata nel centro di Milano il primo maggio scorso, quando la città fu messa a ferro e fuoco dai manifestanti contro l’Expo, che proprio quel giorno inaugurava. 

Sale così a quattro il numero di antagonisti greci che non saranno estradati in Italia per effetto della decisione della magistratura greca, che ha respinto la richiesta di estradizione presentata dalle autorità italiane.

I quattro erano finiti in cella il 12 novembre scorso quando le autorità greche avevano eseguito un'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip di Milano, Donatella Banci Buonamici, a carico di cinque persone, accusate di resistenza aggravata, devastazione, saccheggio, incendio e travisamento. 

Per i cinque antagonisti, accusati di aver fatto parte del cosiddetto "blocco nero", la detenzione in carcere era però durata in tutto meno di 24 ore. All'indomani dell'arresto, infatti, il giudice di Atene li aveva rimessi tutti in libertà, disponendo per loro soltanto l'obbligo di firma in commissariato. 

Anche quest’ultima misura, però, è caduta con la decisione del tribunale di respingere la richiesta di estradizione. Al momento solo uno di loro, che era stato trovato armato in strada, ha ancora una richiesta di estradizione in corso.  

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