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Cronaca Porta Volta / Piazza Venticinque Aprile

Melandri e Montagnier tra nogreenpass e complottisti con Paragone: "Fermate le vaccinazioni"

La manifestazione in piazza 25 aprile. Oltre duemila partecipanti ad ascoltare strampalate teorie senza alcun fondamento scientifico

Giuramenti, cori contro Draghi, dissertazioni scientifiche sui "sieri" assassini. Esperienze dirette di sportivi, medici, persone normali. E l'inno d'Italia cantato a squarciagola. I no green pass di Milano, chiamati a raccolta dall'ex candidato sindaco di Milano, Gianluigi Paragone, sono tornati in piazza sotto la Madonnina. 

Diverse migliaia di persone contro il green pass e contro i vaccini si sono infatti presentate al presidio organizzato in piazza 25 Aprile, di fatto la prima manifestazione molto partecipata dopo il flop dei cortei contro il green pass di fine anno. Dal palco i vaccini contro il covid sono stati definiti a più riprese "sieri assassini" e quasi nessuno tra i presenti ha indossato le mascherine o rispettato il distanziamento. Praticamente tutte le teorie esposte in piazza 25 Aprile sono già state nei mesi scorsi smontate, e ampiamente critiche, dalla comunità scientifica internazionale.

Montagnier a Milano

Grande ospite di giornata Luc Montagnier, il biologo e virologo francese insignito nel 2008 del Nobel per la medicina, iniseme alla collega Françoise Barré Sinoussi, per la scoperta del virus Hiv. "Noi non vogliamo nessuna guerra, ma ci siamo stufati", ha detto Paragone introducendo il dottore, accolto da inviti alla resistenza e cori sulla libertà.

"Un antibiotico poteva fermare questo virus", ha esordito il medico 89enne. Prima di dire però che "i virus non sono sensibili agli antibiotici" e spiegare che il virus si può combattere "anche con alimentazione corretta e igiene". "Non è soltanto il vaccino a curare, ma la combinazione di cure che eliminerà questa malattia. Questo vaccino non cammina da solo, qui c'è stato un enorme errore di strategia. Questi vaccini non proteggono ed è quello che sta venendo fuori piano piano", ha assicurato Montagnier, aggiungendo che il vaccino "può favorire nuove infezioni".

E ancora: "È riconosciuto da tutti oggi, non solo gli esperimenti ma anche i malati hanno scoperto che il vaccino non funziona. Invece di proteggere favoriscono altre infezioni. La proteina che è stata utilizzata nei vaccini per proteggerci da questo virus in realtà è tossica. Ci sono tanti giovani sportivi che hanno problemi cardiaci importanti per colpa di questo vaccino". Ed "è un crimine assoluto dare oggi questi vaccini a dei bambini", le parole di Montagnier, accolte da un'ovazione pubblica. "Può causare malattie nervose al cervello, molto gravi. Per le cause a lungo termine di questo vaccino ci sono persone che stanno morendo", ha continuato Montagnier. "Chiedo a tutti i miei colleghi di fermare assolutamente la vaccinazione con questo tipo di vaccino perché ne va di mezzo il futuro dell'umanità. Il dopo dipende da voi, soprattutto dai non vaccinati che un domani potranno salvare l’umanità, mentre i vaccinati dovranno essere salvati dai centri medici", la profezia del medico, salutato da altri applausi.

Chi è Montagnier

Negli ultimi mesi il medico 89enne è diventato un vero e proprio riferimento per tutta la galassia no vax per le sue posizioni negazioniste, e complottiste, sull'epidemia e sull'utlità dei vaccini, anche se già in passato un gruppo di oltre cento scenziati aveva firmato una lettera aperta contro Montagnier - proprio per le sue teorie sui vaccini - accusandolo di sfruttare il Nobel per diffondere teorie pericolose.

Praticamente sicuro che il virus Sars-Cov-2 sia stato creato in un laboratorio di Wuhan e convinto che la tecnologia 5g abbia avuto un ruolo decisivo nella diffusione della pandemia covid, il virologo ha sempre detto pubblicamente di non volersi vaccinare perché i vaccini a mRna avrebbero dei potenziali effetti cancerogeni che le case farmaceutiche avrebbero nascosto.

Per le sue teorie - mai o quasi mai suffragate da ricerche scientifiche - Montagnier, lo stesso che scommetteva sull'uso della papaya per la cura della Sars e che puntava sulla "memoria dell'acqua" per l'omeopatia, è stato trasformato in un guru dal mondo no vax ed è stato eletto come simbolo, inevitabilmente, anche da chi si oppone alla "dittatura sanitaria", di cui il green pass sarebbe un'emblema. 

"Se un professore della sua statura dice determinate cose io lo ascolto - aveva detto Paragone arrivando al presidio -. La scienza è una frontiera sempre nuova. Se avete paura che qualcuno predichi in nome della scienza e vi abituate invece alle divulgazioni dell’informazione televisiva siamo a posto". 

Melandri tra i no green pass

Tra gli invitati anche l'ex motociclista di MotoGp, Marco Melandri, che ha raccontato: "Il diritto allo sport verrà negato ai ragazzini. Vengo dalle case popolari, mi sono svegliato da bimbo sognando di diventare un pilota di moto, ho avuto la possibilità di provare a farlo e ho inseguito il mio sogno tutti i giorni. Lo sport mi ha insegnato a stare con persone diverse, ho sempre tenuto duro. Sono valori che uso per cercare di essere un padre migliore. Voglio guardare mia figlia negli occhi e dirle che ho lottato in tutti i modi per darle un futuro. La libertà è un diritto e dobbiamo riprendercelo, non ho più nulla da perdere", ha detto l'ex motociclista, che ha anche ammesso di essersi volontariamente contagiato per ottenere il green pass senza vaccinarsi. "C'è razzismo, chi ha la tessera verde è bravo, chi non ce l'ha è cattivo. Mia figlia deve essere libera di vivere", ha concluso Melandri. 

Dopo di lui ha preso la parola un rappresentante di Osa, l'associazione operatori di sicurezza associati che - spiegano loro stessi sul sito ufficiale - è composta principalmente da membri delle forze dell'ordine, forze armate e da tutte le categorie che concorrono alla sicurezza e all’ordine pubblico. "Siamo una milizia celeste e scacceremo il drago", ha urlato prima di chiedere ai presenti di giurare di essere pronti a combattere contro il covid. 

Dopo di loro - a conclusione dell'evento - la scena è stata tutta di Paragone e Montagnier. Al termine degli interventi, circa 200 tra i presenti hanno cercato di partire in corteo - che non era preavvisato - e sono stati bloccati dagli agenti in assetto antisommossa dopo pochi metri.

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